Il presidente statunitense Donald Trump e i vertici della Repubblica Islamica dell'Iran hanno siglato domenica un accordo storico che sancisce la fine immediata e permanente di tutte le operazioni militari tra i due Paesi, estendendo il cessate il fuoco anche al fronte libanese. L'annuncio ufficiale, diffuso dal primo ministro pakistano Shehbaz Sharif in qualità di mediatore strategico, anticipa la cerimonia di sottoscrizione formale che si terrà venerdì 19 giugno in Svizzera.
La svolta diplomatica produce un impatto immediato e dirompente sui trasporti e sulla logistica dell'energia. Attraverso la piattaforma Truth Social, Trump ha infatti autorizzato la revoca istantanea del blocco navale americano e la riapertura senza restrizioni dello Stretto di Hormuz. Questa via d’acqua rappresenta l'arteria marittima più importante del pianeta per il transito dei prodotti petroliferi, il cui blocco prolungato aveva paralizzato le rotte commerciali marittime globali, costringendo i grandi operatori a modificare i tragitti con enormi extracosti.
I negoziati hanno superato forti resistenze dell'ultimo minuto da parte di Teheran, indispettita dai recenti raid israeliani nella periferia di Beirut. Nonostante le proteste del capo negoziatore iraniano Mohammad Bagher Ghalibaf, la mediazione congiunta di Pakistan, Qatar, Turchia e Arabia Saudita ha permesso di superare lo stallo. Fonti diplomatiche internazionali confermano che il testo del memorandum d'intesa, finalizzato a Islamabad, esclude al momento la complessa questione del nucleare per focalizzarsi esclusivamente sulla fine delle ostilità. La ripresa della libera navigazione nel Golfo Persico garantisce stabilità immediata alle catene di approvvigionamento, riducendo le tariffe assicurative per i cargo e ripristinando la normale mobilità delle merci su scala globale.