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directions_carItaliani risparmiosi con oltre 42 miliardi di euro investiti in ecobonus

Secondo Enea, solo l'anno scorso sono stati investiti 3,5 miliardi

Sono oltre 42 miliardi di euro i soldi investiti dagli italiani in 13 anni di ecobonus per interventi di riqualificazione energetica. Lo dicono i due report curati da Enea, il 9° Rapporto annuale sull'efficienza energetica e l'11° Rapporto annuale sulle detrazioni fiscali per interventi di risparmio energetico e utilizzo di fonti di energia rinnovabili negli edifici esistenti. Di questi 13 miliardi di euro, scrive Enea, 3,5 miliardi sono stati investiti in un solo anno, ossia nel 2019. Si tratta di detrazioni fiscali che, insieme agli altri incentivi, hanno consentito l'anno scorso di ottenere risparmi per 250 milioni di euro sulla bolletta energetica nazionale e una riduzione delle emissioni di Co2 di oltre 2,9 milioni di tonnellate.

I dati sono stati presentati in un webinar al quale hanno partecipato, tra gli altri, il ministro per lo Sviluppo economico Stefano Patuanelli, il sottosegretario alla presidenza del consiglio Riccardo Fraccaro, l'ad del GSE Roberto Moneta e il presidente Enea Federico Testa. Nei due rapporti vengono messi in risalto anche i positivi risultati ottenuti nel 2019 da altri tipi di incentivi come il conto termico, per esempio, destinato a iniziative per l'efficienza e per le rinnovabili nella pubblica amministrazione: ha fatto un balzo in avanti del 68% rispetto al periodo 2013-2018 mentre, altro esempio, i certificati bianchi, lanciati per incentivare l'efficienza nelle imprese, hanno consentito un risparmio di oltre 3,1 mtep/anno dal 2011.

Sempre l'anno scorso, evidenziano i rapporti Enea, è stato centrato al 77,2% l'obiettivo di risparmio energetico indicato dal Piano d'azione nazionale per l'efficienza energetica e dalla Strategia energetica nazionale. A livello settoriale, il residenziale ha già superato il target indicato mentre l'industria è ben oltre la metà del percorso (61,9%) e  i trasporti hanno oltrepassato la metà dell'obiettivo (50,4%). Arranca, invece, il terziario, pubblica amministrazione compresa, che risulta essere a meno di un terzo dal target (29,4%).