No all'obbligo tampone per gli autotrasportatori

Unatras scrive alla presidente della Commissione europea Ursula Von der Leyen

Anas Anas

Dopo la lettera inviata al neo presidente del consiglio Mario Draghi per lo sblocco della situazione al Brennero, Unatras torna alla carica scrivendo un’altra missiva, questa volta indirizzata alla presidente della Commissione europea Ursula Von der Leyen. La questione sul tavolo è quella dei controlli che i singoli Stati, in maniera non coordinata e totalmente unilaterale, mettono in atto nei confronti dei conducenti dei mezzi pesanti. Una situazione che desta profonda preoccupazione, non solo per il settore dell’autotrasporto ma per tutta l’economia.

Secondo Unatras, l’Unione nazionale delle associazioni di autotrasporto merci, le misure adottate da Repubblica Ceca, Austria e Germania (queste ultime in vigore, salvo proroghe, fino al 17 marzo), oltre a essere in contrasto con i principi delle Green Lanes e con le raccomandazioni adottate dal Consiglio dell’UE, potrebbero rappresentare un pericoloso precedente che potrebbe indurre altri Stati, in periodi di emergenza, ad adottare misure restrittive di questo tipo.

Nella lettera, il presidente dell’Unatras Amedeo Genedani, a nome dell’autotrasporto italiano, ha espresso "profonda preoccupazione sulla limitazione unilaterale per gli autotrasportatori in entrata nel Paese anche perché stanno incidendo negativamente sull’attività svolta dagli autotrasportatori, la cui unica colpa è consegnare merci a vantaggio della società. E le catene di approvvigionamento sono seriamente colpite".

Se da una parte viene rimarcata l’assoluta necessità delle misure adottate per garantire la salute dei cittadini e per contrastare la pandemia, dall’altra viene sottolineato anche come sia "di fondamentale importanza garantire che i beni siano disponibili per i cittadini dell’UE dove e quando sono necessari, a partire da ospedali, supermercati, farmacie". Una missione a cui gli operatori del trasporto hanno adempito con grande abnegazione sin dallo scoppio della crisi, ormai più di un anno fa, ma che va incontro a enormi difficoltà con le limitazioni e i rallentamenti a cui gli autotrasportatori, lavoratori essenziali nella filiera, si sono trovati ad affrontare.

"Non è accettabile - prosegue Genedani - che a seguito dei recenti sforzi e solleciti della Commissione europea, del Parlamento e del Consiglio, la Germania abbia esteso le misure restrittive di cui sopra fino al 17 marzo, includendo anche la Francia (Moselle). Sono inaccettabili e inadeguate perché contrarie ai principi del Green Lanes e alle raccomandazioni adottate dal Consiglio dell’UE. Siamo preoccupati che questi controlli alle frontiere costituiscano un pericoloso precedente, con conseguente effetto domino di misure restrittive non coordinate e unilaterali da parte di altri Stati in futuro".

Affinché non si perda il coordinamento delle azioni tra i vari Paesi UE, per un mercato libero e fruttuoso per tutte le imprese, Unatras chiede "alla Commissione europea di intraprendere un’azione decisa per fermare qualsiasi obbligo di controllo del covid per gli autotrasportatori, essendo lavoratori essenziali, affinché le Green Lanes e le raccomandazioni del Consiglio siano pienamente rispettate". L’approccio finora adottato da alcuni stati membri potrebbe infatti avere impatti futuri catastrofici per il mercato interno dell’Ue e la continuità economica in tutta Europa.