Crash test: polemica per la mancata parità dei sessi

Ci sarebbero troppi pochi manichini femminili

Anas Anas

La questione della parità dei sessi arriva anche a sfiorare settori in cui mai si sarebbe pensato di approfondire l’argomento. Ne è un chiaro esempio la polemica innescata da Jason Levine, direttore esecutivo del Center for Auto Safety che si occupa di test drive.

Tutto è cominciato dalla diffusione dei dati da parte dell’Insurance Institute for Highway Safety, organizzazione americana che ha scoperto come le donne siano coinvolte molto meno nei sinistri stradali rispetto agli uomini. Però avrebbero il 73% di probabilità in più di rimanere ferite ed il 28% di essere le vittime dell’incidente. Il motivo di queste differenze è presto detto.

Levine è convinto che l’utilizzo limitato di manichini che simulano il corpo femminile medio in questi test sarebbe alla base della probabilità troppo differenti. In poche parole, per il direttore esecutivo è come se si privilegiassero gli uomini, trascurando i sistemi di sicurezza per il gentil sesso. Una discrepanza del genere, dunque, non avrebbe senso di esistere, visto che nei soli Stati Uniti le donne alla guida sono oltre il 50% degli uomini e di conseguenza meriterebbero un’attenzione diversa.

Per i crash test si rischia una battaglia infinita per agevolare maggiormente la parità? È ancora presto per dirlo. Le parole di Levine sono state senza dubbio molto forti. Ecco un estratto delle sue dichiarazioni: "È assolutamente inaccettabile quello che stiamo rilevando dagli studi più recenti. La protezione nel caso di incidente non è uguale, non c’è parità". L’obiettivo ora è quello di chiedere una serie di aggiornamenti sulle norme americane in questo ambito, così da dare la precedenza agli studi sull’impatto degli incidenti sulle donne. Un’altra priorità è quella di nuove fisicità da introdurre nei crash test, così da rappresentare al meglio anche le conducenti e non limitarsi ai soli uomini. Uno spunto interessante potrebbe essere quello della National Highway Traffic Safety Administration (Nhtsa) che ha introdotto l’uso di manichini femminili nel 2003.