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directions_carI petrolieri italiani brindano. A settembre più consumi di diesel e benzina

I dati dell'Unem: maggiori spostamenti in macchina e la ripresa sostengono le vendite di carburanti

Più spostamenti con la macchina per raggiungere l'ufficio, il protrarsi del turismo mordi e fuggi degli italiani nei luoghi non distanti dalla propria casa e la ripresa delle attività economiche. Sono stati i fattori che hanno tranquillizzato i petrolieri italiani che hanno chiuso il mese di settembre con un segno positivo nella vendita di carburanti per autotrazione. Uno striminzito +0,7 che segna comunque una leggera inversione di tendenza rispetto ai mesi bui della pandemia. Secondo il resoconto dell'Unem, già Up, i consumi petroliferi italiani sono ammontati nel nono mese dell'anno a circa 4,8 milioni di tonnellate con un decremento del 7,5 per cento (-392mila tonnellate) rispetto allo stesso periodo del 2019.

Ma sempre secondo le rilevazioni di Unem, nel mese di settembre è stato registrato "un calo più contenuto rispetto a quello dei mesi scorsi finora sempre a doppia cifra. A favorire questa tendenza, anticipata nelle nostre previsioni, hanno contribuito i prodotti per l'autotrazione per la graduale ripresa delle attività economiche, produttive e scolastiche - con il maggior ricorso all'uso della autovettura privata per gli spostamenti di lavoro e per la scuola - nonché per il protrarsi del turismo di prossimità nella prima parte di settembre e nei fine settimana".

Per quanto riguarda i consumi di carburanti per macchine e veicoli industriali (benzina e gasolio), con un giorno lavorativo in più, sono risultati pari a 2,6 milioni di tonnellate, di cui 0,6 milioni di benzina e 2 milioni di gasolio, con un incremento dello 0,7 per cento (+19.000 tonnellate) rispetto allo stesso mese del 2019. L'Unem sottolinea che si tratta del "primo incremento mensile che si registra sui carburanti dall'inizio della pandemia, anche se spinto dal giorno in più lavorativo". La scommessa ora riguarda il mese di ottobre. L'aumento dei casi di contagio da coronavirus mette a rischio nuovamente il settore della mobilità e degli spostamenti per lavoro e per turismo.