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directions_boatAlla Marina italiana 220 milioni di Euro per 3 navi oceanografiche

Saranno usate per mappare i fondali e non solo

Banca europea per gli investimenti (Bei) e Ministero della Difesa hanno sottoscritto un importante accordo per un prestito da 220 milioni di Euro che serviranno a finanziare la costruzione di tre navi oceanografiche da far utilizzare alla Marina Militare. Quest’ultima potrà sfruttarle per scopi civili nell’ambito di una collaborazione mai sperimentata prima e che ha a che fare con una parte dei fondi messi a disposizione dal cosiddetto “Recovery fund”. Una nave sarà più grande delle altre due e tutte e tre verranno affidate all’Istituto idrografico della Marina di Genova, in sostituzione di quelle che sono già impiegate attualmente (nello specifico, si tratta della Magnaghi, Aretusa e Galatea).

Queste tre navi serviranno a perfezionare ricerche sul clima negli ambienti marini e a migliorare la sicurezza della navigazione, mappando con cura i fondali e assicurando una cartografia nautica molto precisa del nostro Paese. Le unità, una volta ultimate, verranno affidate al Comando della Squadriglia Navi Idrografiche e Esperienze (Comsquaidro). Il Mediterraneo farà da “sfondo” a queste ricerche, oltre agli oceani e successivamente anche alle regioni dell’Artico e dell’Antartide. La firma dell'accordo risale al 30 luglio scorso e in queste ore dovrebbe esserci il perfezionamento della trattativa nella sede della Bei. In futuro ci potrebbero essere nuove collaborazioni dello stesso tipo.