Le sfide "green" di Fs: cantieri, infrastrutture e finanza ESG

Ne ha parlato l'ad Gianfranco Battisti

Ferrovie dello Stato ItalianeFerrovie dello Stato Italiane

Infrastrutture, cantieri green e finanza ESG. Sono queste le parole chiave del Gruppo Ferrovie dello Stato per il futuro, come ribadito più volte anche dall’amministratore delegato Gianfranco Battisti. La sfida "verde" si basa su punti fermi come il riutilizzo, il riciclo e la rigenerazione. La sostenibilità ambientale passa soprattutto attraverso i cantieri in cui è aumentata fin al 60% la percentuale di materiali impiegati che provengono da processi di riciclo grazie ad un percorso intrapreso da anni ormai. Battisti è stato molto chiaro in questo senso: "Il nostro Gruppo sta investendo sull’innovazione tecnologica per applicare il modello di sviluppo circolare indicato dalla Commissione Ue che impone di riconfigurare molti modelli di business".

L’ad ha poi aggiunto: "Questo appunto lo stiamo portando avanti coinvolgendo le filiere dei fornitori". Una metodologia molto importante in questo senso è quella di Italferr per il calcolo dell’impronta climatica delle opere infrastrutturali, uno strumento che consente di indirizzare il progettista nel perfezionamento dei suoi stessi progetti. La metodologia in questione è stata applicata già da diversi anni alle infrastrutture ferroviarie, senza dimenticare il Ponte San Giorgio di Genova che ha allargato la "platea" di opere anche a quelle che non hanno a che fare con i binari.

Non meno importante è la cosiddetta finanza ESG. Cosa significa questa sigla? Si intendono tre parole, vale a dire environmental, social, governance: grazie ad investimenti di questo tipo, le nuove operazioni di Fs hanno raggiunto un ammontare complessivo pari a 990 milioni di Euro, affiancando in maniera ideale le emissioni dei cosiddetti "green bond". Quasi l’80% dei proventi in questione andrà a finanziare l’acquisizione di treni regionali, per la precisione Pop e Rock, oltre a quelli ad alta velocità, vale a dire gli ETR1000. L'idea di fondo rimane quella di garantire la "capacità di futuro", cioè l'uso razionale delle risorse in modo da non compromettere la capacità delle risorse stesse di continuare a produrre valore nel tempo.