Alitalia, dopo gli scontri in piazza il governo autorizza gli stipendi di aprile

Intervista Edoardo Rixi, Lega: "Il governo riuscirà a mantenere brand, handling, manutenzioni e incremento dei vettori"

Urbeaero Urbeaero

Non può essere un autunno caldo ma rischia di essere una primavera bollente quella che stanno vivendo i lavoratori italiani. Ieri quelli di Alitalia sono scesi in piazza Santissimi Apostoli nel centro di Roma per protestare contro i diktat dell'Ue. Dopo alcuni scontri con la polizia sono riusciti ad aprire un varco per passare a via Cesare Battisti e quindi riversarsi a Piazza Venezia dove hanno bloccato il transito. Il motivo della protesta? La situazione della compagnia, che non vede la fine del tunnel, stretta tra la mancanza di liquidità dopo il covid, il ritardo europeo nell'assicurare i ristori alla società e le richieste di Bruxelles per una forte discontinuità gestionale prima di dare il via libera al decollo di Ita, la newco che vorrebbe partire con 47 velivoli per il trasporto passeggeri e 4.800 dipendenti ma si ritrova senza slot né marchio e con l'Unione europea a fare da diga.

La manifestazione e la rabbia dei lavoratori hanno avuto un effetto; nella tarda serata di ieri il Consiglio dei ministri è sceso in campo autorizzando il Tesoro a mettere una pezza temporanea alla drammatica situazione della compagnia. Gli stipendi di aprile di Alitalia saranno regolarmente pagati a fine mese. Il consiglio dei ministri ha autorizzato all’unanimità lo stanziamento della somma che serve alla gestione commissariale (tra i 15 e i 18 milioni di Euro) per erogare i pagamenti ai propri lavoratori. Una mossa quasi a sorpresa, adottata su proposta del ministro dello Sviluppo economico Giancarlo Giorgetti, per attenuare la tensione crescente dei dipendenti e senza aspettare il via libera preventivo della Commissione europea. Con l’ok del consiglio dei ministri alla compagnia aerea, in amministrazione straordinaria dal 2 maggio 2017, potrebbero arrivare fino a 52,8 milioni di Euro per poter far fronte anche alle retribuzioni di maggio.

Alitalia è ben più che un problema. L'azienda non ha soldi per pagare gli stipendi di aprile (ne ha pagato, a rate, una parte) mentre prosegue il braccio di ferro tra il governo italiano e la Commissione Ue sulla nascita di Ita, la nuova compagnia pubblica che sarebbe dotata di finanziamenti pubblici fino a 3 miliardi di Euro. Con l'Ue i punti di disaccordo sono tre: primo, nome e marchio. La Ue non vuole che la nuova compagnia adotti il nome di Alitalia, almeno per due anni, mentre il marchio dovrebbe essere messo all’asta ("è a bilancio per 150 milioni di Euro", ha detto il commissario Giuseppe Leogrande). Secondo punto di disaccordo: lo spezzatino. La Ue non vuole che Ita abbia le attività di manutenzione e di handling. Terzo punto in discussione: gli slot di Linate. A sentire Bruxelles, la nuova compagnia deve perdere metà degli slot attuali di Alitalia (che ha il 67% di tutti gli slot dello scalo milanese). Se questo avvenisse, gli slot, cioè le bande orarie di atterraggio e decollo, verrebbero riassegnati ad altre compagnie concorrenti, tra cui Ryanair, EasyJet, Lufthansa, Volotea.

Un guazzabuglio, insomma, al momento appare difficilmente districabile. Per capire meglio quali sono le intenzioni del governo italiano e le prossime mosse, l'agenzia di stampa AVIONEWS ha intervistato Edoardo Rixi, responsabile nazionale Trasporti e infrastrutture della Lega.

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