Auto. Peugeot costretta a tornare ai tachimetri analogici

È la conseguenza della carenza di microchip

Anas Anas

Il condizionale è d’obbligo, ma la notizia merita di essere approfondita. Peugeot avrebbe scelto di non utilizzare i tachimetri digitali, dando la precedenza a quelli analogici, nello specifico all’interno dei modelli 308. Non si sta parlando di qualcosa che ha a che fare con dei problemi tecnici, i media transalpini hanno fatto riferimento alla cronica carenza di microchip e semiconduttori che sta riguardando da diverso tempo a questa parte l’industria automobilistica. A dare risalto all’indiscrezione è stata anche un’agenzia di stampa accreditata come “Reuters”. Un cambio del genere non sarebbe stato accettato facilmente. In effetti, si è parlato di una scelta complicata, anche se appoggiata al 100% da Stellantis, il Gruppo che controlla il marchio francese. Uno dei portavoce della compagnia avrebbe anche spiegato che la mossa è “agile e sensata, oltre che capace di andare oltre l’ostacolo attuale che sta rallentando la produzione del settore automotive”. La 308, nello specifico la sua linea di montaggio, viene prodotta a Sochaux e la crisi della componentistica elettronica ha messo a dura prova questo stabilimento. Il ritorno ai tachimetri analogici dovrebbe consentire di superare l’impasse, nonostante le inevitabili difficoltà. Lo sconto dovrebbe essere valido sui nuovi modelli, fino a 400 Euro per la precisione, ma ancora non ci sono informazioni dettagliate in merito. I tachimetri tradizionali torneranno dunque ad apparire sulle 308 a partire dalla fine di maggio, mentre i chip a disposizione di Stellantis saranno deviati su modelli ritenuti più redditizi e strategicamente centrali come il suv 3008. L’attuale versione di questa vettura non sarà più in listino a partire dal prossimo autunno, con la nuova generazione che avrà una produzione dedicata in una fabbrica diversa da quella a cui si è stati abituati finora, quella di Mulhouse.