Si accende la polemica intorno alla nuova presidenza dell'Adsp di Ancona

"La destra mistifica", sostiene il Pd intervenendo sulla protesta di FdI contro il protocollo d'intesa sottoscritto per l'inserimento del porto di Ortona nelle strategie europee

Fincantieri

Si affilano le lame dei coltelli delle polemiche in atto presso l'Autorità di sistema portuale del mar Adriatico centrale. Non si tratta di roba di poco conto, visto che l'Authority (in mano, fino a pochi giorni fa, a Rodolfo Giampieri e dal 16 aprile guidata dal quarantatreenne Matteo Africano) governa i porti di Pesaro, Ancona-Falconara, San Benedetto del Tronto Pescare e Ortona, Proprio intorno al porto di Ortona si è accesa la bagarre in queste ore. "Ancora una volta la destra anconetana e marchigiana ricorre alla mistificazione per tentare di rimediare ai danni arrecati al territorio dai suoi esponenti". Si esprime in questi termini il capogruppo regionale del Partito democratico Maurizio Mangialardi intervenendo sulla protesta inscenata da Fratelli d'Italia contro il protocollo d'intesa sottoscritto dall'Autorità di sistema portuale con la Regione Abruzzo per l'inserimento del porto di Ortona nelle strategie europee. "Questo è il senso dell'assurdo e scomposto attacco all'amministrazione comunale di Ancona per il protocollo d'intesa sottoscritto - sostiene Mangialardi - Si tratta di un mero diversivo promosso da chi, constatato il largo consenso esistente intorno alla presidenza di Rodolfo Giampieri, doveva in qualche modo inventarsi qualcosa per gettare discredito sulla sua figura, al fine di far digerire la decisione di rimuoverlo, partorita dalle loro segreterie romane".

"Va detto - prosegue l'esponente del Pd - che il suddetto protocollo rientra pienamente nella missione che l'Authority è chiamata a svolgere su ben cinque porti, di cui tre marchigiani e due abruzzesi, con una visione di sistema, evitando miopi logiche campanilistiche. Ma la cosa veramente importante da sottolineare - prosegue Mangialardi - è che tale protocollo non mina in nessun modo il ruolo di Ancona, il cui porto intercetta il 90-95% dei traffici commerciali dell'intero sistema portuale e, grazie soprattutto al lavoro svolto dal presidente dell'Adsp del mare Adriatico centrale Rodolfo Giampieri e dal Comune di Ancona negli ultimi anni, si è fortemente radicato nelle strategie europee, diventando prima una diramazione del corridoio Helsinki-La Valletta e, dal 2021, terminale del corridoio Baltico-Adriatico, da cui era rimasto sempre escluso. Tutto ciò - dice ancora Mangialardi - ha permesso allo scalo dorico di intercettare ingenti risorse europee per progetti legati al suo sviluppo, tra cui quello riguardante l'intermodalità nei pressi della nuova darsena, e di acquisire una solida posizione nella rete primaria dei nodi strategici infrastrutturali europei, che non sarà di certo messa in discussione da protocolli riguardanti la rete minore", conclude l'esponente Pd.