Riprendere a progettare per creare occupazione

Pietro Salini, ad di Webuild: "Rfi sta sviluppando un piano da 58 miliardi di Euro, di cui 35 da mettere a gara"

Anas Anas

"Vogliamo crescere in Italia, creando occupazione e realizzando opere sostenibili, e per farlo chiediamo solo di poter lavorare. Abbiamo molti cantieri aperti e altri da aprire in tante regioni". Lo dice l’amministratore delegato di Webuild, Pietro Salini, ribadendo la richiesta "di velocizzare i percorsi di gara perché siamo in emergenza e ogni gara che viene aggiudicata vuol dire dare lavoro a migliaia di persone. Già nei prossimi due mesi - dice Salini - Rfi è pronta ad attivare sette cantieri come straordinaria leva di crescita del pil, in aggiunta al recovery plan. Le sole Ferrovie dello Stato stanno sviluppando un piano di oltre 58 miliardi di euro, di cui 35 miliardi ancora da mettere a gara, che potrebbero creare complessivamente ben 650.000 occupati potenziali incluso l’indotto".

"Siamo tornati in Italia - dice Salini - per rispondere a una chiamata alle armi e metterci a disposizione del nostro Paese in una fase chiave per il rilancio, in cui le infrastrutture avranno un ruolo determinante per l’occupazione". Per affrontare la ripresa del dopo covid, prosegue Salini, "dobbiamo prima di tutto decidere che paese vogliamo essere nei prossimi 30 anni, scegliere la nostra missione e agire di conseguenza con dei piani mirati per l’industria, il turismo, le scuole e gli ospedali, la rigenerazione urbana e le infrastrutture di mobilita sostenibile".

Salini conferma che 235 miliardi di Euro previsti complessivamente dal Pnrr e dalle ulteriori risorse rese disponibili dal React EU e Fondo complementare, sono pochi per dare una vera svolta al Paese in funzione anticiclica, se si considera quanto questa crisi sia profonda, in un Paese già in condizioni molto gravi prima della pandemia.

"È necessario - dice Salini - raffrontare le risorse del Pnrr ai 9.600 miliardi di pil previsti per i prossimi sei anni, a fronte dei quali le risorse del Pnrr si attestano a circa il 2,5% del pil, vale a dire quanto spendevamo pre-crisi. Siamo in emergenza, e dobbiamo attivare strumenti da emergenza per far ripartire il Paese. Il Pnrr è uno strumento molto importante, ma rappresenta solo una gamba di un piano che deve essere necessariamente più ampio. Abbiamo già speso 200 miliardi in sostegni per una crisi epocale, dobbiamo trasformare queste risorse in strumenti di crescita continua per il Paese. Le infrastrutture comprese nel Pnrr - aggiunge Salini - riguardano anche opere già in corso, ma dobbiamo pensare a strumenti per creare occupazione aggiuntiva e dare un vero sprint all’economia per creare nuova fiducia e riattivare la domanda".

"Quest’anno - sottolinea l'ad - abbiamo vissuto sospesi, non abbiamo impiegato questo tempo per progettare il futuro, dobbiamo cominciare a farlo subito anche attraverso la progettazione di nuove opere in tutto il Paese. L’ingegneria italiana ha grandi competenze esportate in tutto il mondo, ed è fatta da grandi aziende di progettazione e di migliaia di liberi professionisti che devono iniziare a lavorare subito per progettare le infrastrutture del Paese che vogliamo essere nei prossimi 30 anni".

Secondo Salini, la priorità deve essere data all’occupazione, vero tema quando si parla di sostenibilità. "Con 4,5 milioni di disoccupati in più a fine pandemia dobbiamo parlare di sostenibilità ambientale e di riduzione di emissioni come obiettivi di crescita condivisa attraverso nuove forme di produzione che generino occupazione - afferma Salini - La nostra azienda ha lanciato un piano Esg 2021-2023 in cui crediamo molto, e in parallelo quest’anno ha salvaguardato occupazione per migliaia di persone. Sostenibilità significa crescere in modo responsabile rilanciando l’occupazione e riqualificando con la formazione chi sta perdendo il lavoro, con nuove competenze necessarie sul mercato, che facciano andare di pari passo la ripresa di una produzione sostenibile con il rilancio dell’occupazione", conclude Salini.