Basta giocare con la vita dei liguri

Allarme rosso del deputato leghista Edoardo Rixi dopo l'improvvisa chiusura ai mezzi pesanti di un viadotto tra Lavagna e Sestri Levante

Anas Anas

Approda subito in Parlamento la questione dell'improvvisa chiusura ai tir, ieri martedì 11 maggio, del viadotto Valle Ragone sulla autostrada A12, tra i caselli di Lavagna e Sestri Levante. Ad annunciare un'interrogazione urgente è Edoardo Rixi, ex viceministro ai Trasporti nel governo Conte e deputato genovese della Lega per cui è responsabile nazionale Trasporti e Infrastrutture. "Chiediamo che in commissione Trasporti venga audito il super ispettore Placido Migliorino per capire cosa sta succedendo - afferma l'esponente del Carroccio - Era stato garantito che le verifiche erano finite: chiediamo al ministro garanzie sulla sicurezza per la circolazione di persone e merci". Rixi sottolinea che "a quasi tre anni dal crollo del ponte Morandi, vorremo capire se le verifiche sono state fatte o se si procede a caso. Per Autostrade è tutto a posto, per i tecnici del ministero no? La Liguria - prosegue Rixi - non può continuare con blocchi in autostrada mentre restano ferme opere fondamentali come la Gronda di Genova. Qualcuno sta giocando con la vita dei liguri e non possiamo più tollerarlo - ribadisce Rixi - Il ministro venga in commissione Trasporti e ci spieghi chi racconta frottole".

Tutto è nato quando, ieri, dopo le ispezioni dei tecnici del ministero dei Trasporti e a una riunione di emergenza in Prefettura convocata nel primissimo pomeriggio, è stata decisa la chiusura al traffico pesante del viadotto di valle Ragone sulla A12, tra i caselli di Lavagna e Sestri Levante, trovato in pessime condizioni a rischio di un Morandi-bis. La situazione è preoccupante - ha dichiarato a caldo l'assessore regionale alla protezione civile Giacomo Giampedrone, prima della riunione in Prefettura - Dovremo pensare innanzitutto alla sicurezza dei mezzi pesanti e di tutti i veicoli cercando di capire cosa bisogna fare e in secondo luogo capire il ritorno negativo su Lavagna e Sestri Levante, contando che proprio ora i mezzi pesanti dovranno uscire a Lavagna e rientrare a Sestri Levante, a tre anni dal Morandi è indecente. Anche la risposta deve essere più celere e impattante rispetto alla possibilità di incidenti in un tratto di strada con tre corsie e una di emergenza".

Più tardi, lo stesso Giampedrone si è detto "sconcertato" per la decisione presa "senza alcuna previsione sui tempi", di chiudere al transito il viadotto, tra i caselli di Lavagna e Sestri Levante, per i veicoli pesanti oltre le 3,5 tonnellate. "Sono vicino ai sindaci che non credo potranno gestire a lungo un’emergenza come questa, con il passaggio del traffico pesante sulla viabilità ordinaria in entrambe le direzioni tra Sestri Levante e Lavagna. La prima cosa da fare – sottolinea Giampedrone - è aprire i caselli alzando le sbarre per agevolare il passaggio almeno dei mezzi leggeri: un’azione che andava predisposta contestualmente alla decisione di chiusura al traffico pesante della tratta autostradale. Ritengo inoltre indispensabile - conclude Giampedrone - che Autostrade debba immediatamente uscire dai caselli con il proprio personale per aiutare chi esce dall’autostrada, in supporto al personale della Polizia Locale dei Comuni a cui toccherà affrontare uno sforzo enorme per gestire una situazione già difficilissima".

Le ripercussioni della decisione improvvisa non si sono fatte attendere. "Abbiamo vissuto un'ennesima giornata complicata con l'interdizione al traffico di un viadotto tra Lavagna e Sestri Levante decisa sulla base di una richiesta degli ispettori ministeriali per una nuova analisi di rischio che spero, come mi ha assicurato l'amministratore delegato di autostrade, sia in corso in queste ore - sottolinea il presidente della Regione Liguria, Giovanni Toti - Ho sentito anche il ministro delle Infrastrutture e della mobilità sostenibili, Enrico Giovannini: non vorrei che questo intervento, così come alcune voci che sento in giro su una presunta contrarietà degli ispettori ministeriali allo smontaggio dei cantieri nel fine settimana, possa portare a un'estate difficile come quella che abbiamo già passato, che non è tollerabile in nessun modo per la nostra regione ma neanche per il Paese, data l'importanza della nostra piattaforma logistica. Ho chiesto al ministro - aggiunge Toti - una riunione in tempi rapidi dopo che si sarà confrontato con le sue strutture perché questo governo non può pensare di rimediare ad anni di incuria e mancata manutenzione in tempi irragionevoli e incompatibili con la vita civile. L'ispettore ministeriale è sicuramente un mestiere difficile, in cui si deve scegliere tra rischi calcolati diversi - prosegue Toti - È rischioso procrastinare talvolta alcune manutenzioni così come può essere rischiosa un'autostrada in cui si viaggia per troppi chilometri a senso unico: l'abbiamo già provato con i problemi per le nostre ambulanze, con le consegne in ritardo dei vaccini, con un aumento di tasso incidentale importante. Ma chi fa questo mestiere così difficile deve essere in grado di assumersi le proprie responsabilità e stilare una scala di priorità: cosa va fatto immediatamente, cosa si può fare domani e cosa si può fare tra due settimane. È ovvio - dice ancora Toti - che questo comporta il rischio di spalmare manutenzioni importanti in un arco di tempo lungo, ma è il tempo che consente alle imprese e ai cittadini liguri di vivere. Nessuno può pensare di lavarsi la coscienza chiudendo tutto quello che ritiene vagamente sospetto perché in questa regione non si vive più - conclude il governatore - Occorre piano di priorità condiviso. Tutte le volte che Regione Liguria interviene per cercare di alleggerire la pressione su questa regione c'è qualcuno da un'altra parte che interviene per appesantirla nuovamente, e questo non è più tollerabile".

Il ministro Giovannini, dal canto suo, ha concordato con il presidente Toti la necessità di un piano di lavori che sia concordato con Regione Liguria per garantire la compatibilità tra gli interventi di messa in sicurezza e la ripresa delle attività produttive e la riapertura della mobilità interregionale. Il ministro Giovannini ha assicurato che si attiverà con le strutture competenti del ministero e che nei prossimi giorni verranno concordate le modalità operative per coniugare le esigenze di sicurezza e della viabilità al fine di non incidere negativamente sulla ripresa economica della regione.