Auto a noleggio, negli Stati Uniti è crisi

Pandemia e crisi dei semiconduttori mettono a rischio il settore

Anas Anas

Prima la pandemia con il blocco quasi totale degli spostamenti in aereo all'interno del Paese, poi la crisi dei semiconduttori che ha limitato la produzione delle case automobilistiche. Il settore del noleggio a breve termine, negli Stati Uniti, risente di questi fattori che si riversano negativamente sulla clientela con due criticità, ossia la scarsa disponibilità di veicoli e l'aumento delle tariffe. Un rapporto di Afp evidenzia questa situazione, aggravata dalle difficoltà economiche dei grandi operatori. Alle Hawaii, secondo i media locali, alcuni turisti disperati hanno dovuto ricorrere all'autostop con furgoni di passaggio mentre in Pennsylvania un cliente ha dovuto pagare per due giorni di noleggio 601,59 dollari, oltre il doppio delle normali tariffe.

Per contenere i costi, le grandi compagnie del settore hanno venduto in massa le loro auto e rinunciato a nuovi acquisti. Avis, ad esempio, ha comunicato a febbraio di aver ridotto la propria flotta del 31% e Hertz, entrata nel 2020 in amministrazione controllata negli Stati Uniti, ha dovuto vendere lo scorso anno 180 mila delle sue 300 mila automobili per rimborsare 650 milioni di dollari ai creditori.

Il rapido progresso della campagna di vaccinazione negli Stati Uniti e la graduale revoca delle restrizioni, hanno fatto riprendere i viaggi e quindi la richiesta di noleggi. A partire da marzo, la domanda è aumentata in aree come le località sciistiche della Florida, dell'Arizona o dello Utah, ma la disponibilità di auto per i clienti è stata limitata anche dall'atteggiamento dei produttori che, di fronte a un inferiore output degli stabilimenti, hanno preferito vendere le loro auto a privati, con sconti di gran lunga inferiori rispetto a quelli praticati alle compagnie di noleggio. Una delle prime strategie degli operatori è quella di mantenere la proprietà delle loro auto più a lungo.

"Uno degli aspetti positivi di questa pandemia è che i nostri veicoli non hanno percorso tanti chilometri - spiega Joe Ferraro presidente e ceo di Avis Budget Group - e in ogni caso prestiamo molta più attenzione alla manutenzione". A loro volta i clienti stanno modificando il loro atteggiamento, indicando anche luoghi alternativi dove ritirare e auto oppure ricorrendo a 'trucchi' come quello di prenotare le auto per periodi lunghi e poi ridurli a tre-quattro giorni. Il mancato rinnovo del parco sta però anche influenzando la percezione di questo fondamentale servizio da parte dell'utenza. "Salire su un veicolo che ha tre o quattro anni, con 50.000-80.000 miglia di percorrenza - osserva Ivan Drury, del sito specializzato Edmunds - e privo delle solite molte opzioni, forse influenzerà la percezione del marchio e quindi la fedeltà nei noleggi, soprattutto se il cliente ha pagato molto di più del solito".