L'autotrasporto pensa a cinque giorni di sciopero in Liguria

La protesta dopo la chiusura ai mezzi pesanti del tratto tra Lavagna e Sestri Levante

Anas Anas

Sono dure le reazioni delle associazioni di categoria del settore alla chiusura del tratto autostradale tra Lavagna e Sestri Levante causato dai rilievi dell'ispettore del ministero Placido Migliorino che ha evidenziato ammaloramenti nelle pile di sostegno. Per Cinzia Franchini, portavoce di Ruote Libere, la sigla che riunisce i piccoli imprenditori nel settore del trasporto in conto terzi, la chiusura del ponte "rappresenta l’ennesima intollerabile fotografia dello stato di insicurezza dei ponti italiani ed è la dimostrazione di come i danni da sopportare legati alla necessità di tamponare le situazioni di emergenza, vengano scaricati sempre sugli autotrasportatori i quali pagano un prezzo altissimo per responsabilità attribuibili ad altri". Si tratta, in sostanza, di una situazione "avvilente". Anche perché, dice Franchini, "nulla si sa nemmeno sui tempi necessari per i lavori di adeguamento della infrastruttura. Da tempo gli autotrasportatori denunciano le condizioni visibilmente precarie in cui versano tanti viadotti italiani, compreso questo". Quindi, per aggirare il blocco nel tratto tra Sestri Levante e Lavagna, gli autotrasportatori sono costretti a lunghe code nel tratto di strada statale oppure ad allungare di svariate decine di chilometri (se non centinaia) la strada da percorrere, imboccando in direzione nord altri snodi autostradali.

Giuseppe Tagnochetti, coordinatore ligure di Trasportounito, oltre a ribadire gli enormi problemi di sicurezza, sia stradale che urbana, soprattutto nelle aree turistiche, venutisi a creare con il transito di centinaia di mezzi pesanti su strade non adeguate, ha sottolineato che quello in Liguria "è un problema enorme, una complicazione molto seria alla nostra produttività. Dal punto di vista logistico è un danno equivalente al crollo di ponte Morandi, facendo ovviamente tutte le differenze in termini di vite umane. Per un viaggio andata e ritorno vorrebbe dire 600 euro in più ogni camion, il doppio del normale. In pratica il trasporto non è più sostenibile, perché non il rincaro non sarà mai ripagato da chi spedisce la merce. La situazione era già inaccettabile - sostiene Tagnochetti - Ora con le altre associazioni stiamo valutando una forma di protesta unitaria: cinque giorni di fermo dei servizi di autotrasporto in Liguria. Anche perché non stanno arrivando risposte sui ristori, non c’è alcun impegno da parte del governo", rincara la dose Tagnochetti.