Guardia Costiera, va avanti l'operazione Onda Blu

In Veneto le Capitanerie di porto hanno svolto 297 ispezioni, in Liguria 704

Fincantieri

L'operazione ambientale Onda Blu, condotta dalla Guardia Costiera su tutto il territorio nazionale, in un mese di attività ha portato alla luce molte situazioni di illeciti. In particolare il corpo delle Capitanerie di Porto ha svolto controlli su violazioni di legge in materia di scarichi idrici, deposito, discarica, abbandono, trasporto e trattamento di rifiuti, traffico di rifiuti attraverso i porti. La Guardia Costiera fa sapere che con l’inizio della prossima stagione balneare le attività di vigilanza a tutela dell’ambiente, saranno intensificate con una costante presenza sul territorio. Vediamo, intanto, alcuni risultati dell'operazione Onda Blu in due regioni, Veneto e Liguria.

In Veneto

A seguito dei 297 controlli effettuati nel territorio della direzione marittima del Veneto, sul territorio regionale e il comprensorio dei comuni gardesani, sono stati riscontrati 7 illeciti amministrativi e 3 illeciti penali, che hanno, tra l’altro, comportato l’effettuazione di 3 sequestri penali per complessivi 30.000 metri quadri di terreni adibiti a deposito non autorizzato di rifiuti, sui quali insistevano circa 3.000 metri cubi di materiali vari discaricati. Operazioni svolte anche in collaborazione con Aspa Veneto, che hanno permesso di riscontrare la mancanza di autorizzazione allo scarico industriale dei reflui e all’emissione in atmosfera da parte di alcuni operatori della cantieristica, l’irregolare tenuta del registro di carico e scarico dei rifiuti, il trasporto di rifiuti non pericolosi non corredato del previsto formulario e l’abbandono di rifiuti e la gestione di rifiuti non autorizzata. Le irregolarità amministrative hanno comportato sanzioni per un totale di 3.200 Euro. Le ispezioni e verifiche non si sono limitate alle superfici idriche e terresti ma hanno comportato anche la necessità di intervento del personale del 1° Nucleo subacqueo della Guardia Costiera, di stanza a San Benedetto del Tronto, che ha effettuato una approfondita mappatura del fondo marino in corrispondenza di un impianto dismesso di mitilicultura presente lungo il litorale jesolano.

In Liguria

Nel corso di 704 ispezioni, sono stati posti sotto sequestro 1.600 mq di aree destinate al deposito incontrollato di rifiuti e monitorate 79 unità mercantili che navigavano in prossimità delle Aree Marine Protette presenti in Liguria. Nell’area di competenza della direzione marittima di Genova sono stati contestati 10 reati ambientali e rilevati 25 illeciti amministrativi nel corso di 704 controlli sul territorio e il monitoraggio in mare di 79 unità mercantili. Tra i risultati più rilevanti:

Nel porto di Genova, è stata sequestrata un’area demaniale marittima di circa 1.250 mq che è risultata occupata abusivamente da veicoli pesanti (furgoni, motrici e semirimorchi) tutti radiati dai pubblici registri e in condizioni di parziale abbandono. A seguito di accertamenti si è verificato che gli automezzi, privi delle necessarie targhe e assicurazioni per sostare in area aperta, erano destinati all’imbarco verso paesi extra comunitari in violazione delle norme per la vendita transfrontaliera e il trasporto via mare;

Sull’arenile di San Michele nel comune di Rapallo, è stata riscontrata la presenza di residui di amianto a seguito di un controllo congiunto con i Carabinieri Forestali e Arpa Liguria. L’origine di tale materiale è tuttora in corso di accertamento (sotto il coordinamento della Procura di Genova). A salvaguardia della salute pubblica, è stata richiesta un’ordinanza sindacale di interdizione;

Nell’area portuale di Vado Ligure (Savona), è stata rilevata la presenza di rifiuti abbandonati su una superficie di circa 5.000 mq all’interno di un cantiere navale. Nello specifico sono stati rinvenuti rifiuti di diversa tipologia, in stato di abbandono al suolo da lungo tempo, tra cui relitti di natanti corrosi e danneggiati, detriti di cemento armato, rottami metallici, tubazioni in materiale plastico, fusti e taniche abbandonati al suolo, macchinari da lavoro in stato di abbandono, catenarie e ancoraggi vetusti e, non ultimo, un carrello di alaggio dismesso. Nel sito soggetto è stata rilevata l’assenza di spazi per il corretto deposito temporaneo di rifiuti, né contenitori a questo scopo destinati;

A Borghetto Santo Spirito (Savona), è stata riscontrata la presenza di un autolavaggio multipista self-service priva di Autorizzazione Unica Ambientale che operava attraverso uno scarico di acque reflue industriali non autorizzato;

Nel porto di Imperia, è stato individuato un soggetto intento a pulire le carene di unità da diporto con una idro-pulitrice a libero getto, le cui acque di lavaggio si riversavano in mare creando una evidente chiazza biancastra;

A Riva Santo Stefano (Imperia), è stato individuato un soggetto intento ad abbandonare rifiuti nelle acque del porto di Marina degli Aregai;

A San Bartolomeo al Mare (Imperia), è stata posta sotto sequestro un’area di demanio fluviale di oltre 400 mq utilizzata come discarica abusiva in spregio ai locali vincoli paesaggistici di preservazione delle bellezze naturali. Nell’area è stata riscontrato l’abbandono di numerose lastre di fibrocemento che costituivano una vera e propria discarica a cielo aperto. I rifiuti risultavano abbandonati su nudo terreno e, come tale, esposti agli agenti atmosferici, alle acque meteoriche e alle acque del greto del torrente Steria, senza che fosse stata adottata alcuna cautela ai fini della tutela del suolo.