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directions_cardirections_boatBono (ad Fincantieri): "Governo miope di fronte al covid"

L'amministratore delegato chiede maggiori responsabilità

Giuseppe Bono, amministratore delegato di Fincantieri, è stato fin troppo esplicito in queste ultime ore nel rivolgersi al Governo Conte, nelle stesse ore in cui il nuovo Dpcm ha aggiunto nuove restrizioni per tutti gli italiani. L’ad ha rilasciato un’intervista al quotidiano “Libero”, accusando l’esecutivo giallorosso di essere “miope” di fronte all’emergenza coronavirus. Bono ha sottolineato di non conoscere ovviamente la verità sul difficile momento che stiamo vivendo e di non essere nemmeno un virologo o un medico esperto, ma di essersi semplicemente rifatto ai dottori veri.

Secondo il manager, la pandemia non viene affrontata come si dovrebbe nonostante i progressi medici degli ultimi decenni, anzi l’ad di Fincantieri è convinto che si stiano seguendo le stesse "regole" del Medioevo quando si affrontava la peste. Il distanziamento come unica contromisura non piace affatto. Il CEO di quello che è uno dei principali Gruppi cantieristici mondiali non ci sta, anche perché i 20 mila dipendenti che questo complesso può vantare non hanno avuto grandi problemi per quel che riguarda le infezioni; appena il 3% della forza lavoro Fincantieri sarebbe contagiata, una percentuale composta soprattutto da lavoratori di nazionalità straniera.

“Questo è un momento in cui dovremmo pensare a dare aiuti ad aziende che hanno un mercato, aiutando al contempo le altre a ristrutturarsi. Bisogna mettere il Paese in condizione di riequilibrare le proprie filiere, di adattarsi ai cambiamenti”: Bono ne è più che convinto, come anche della potenziale trasformazione dell’Italia in una piattaforma logistica portuale di tutto rispetto, partendo dalle risorse umane e dalla coesione. La soluzione? Per l’ad di Fincantieri, bisogna assumersi le proprie responsabilità, soprattutto chi ha le maggiori capacità e dando il giusto spazio al merito.