Musk pensa all'apertura di uno stabilimento Tesla in Russia

Il mercato locale non è comunque di facile accesso

Anas Anas

Un territorio vastissimo ed un economia emergente da diverso tempo. Sono queste le caratteristiche principali della Russia, forse quelle che stanno stuzzicando l’ingegno sempre in movimento di Elon Musk, numero uno di Tesla. Il celebre imprenditore americano ha sottolineato nelle ultime ore come il brand automobilistico potrebbe presto approdare nella federazione russa, una esperienza industriale che lo stesso Musk ha definito "potenzialmente fantastica". Il fondatore del Gruppo è intervenuto nel corso di un evento online condotto da una figura d’eccezione, il presidente Vladimir Putin. Le parole di Musk sono state eloquenti in questo senso: "Nel tempo, cercheremo di avere fabbriche in altre parti del mondo, potenzialmente in Russia a un certo punto. C'è molto talento ed energia in questa Nazione. Si spera che l'energia continui nel futuro, e vorrei solo incoraggiare fortemente le persone a sforzarsi di rendere il futuro migliore del passato e ad essere ottimisti riguardo al futuro".

A parte le parole di circostanza, comunque, bisogna tenere conto di una serie di fattori che rendono più realistico lo scenario di Tesla in questa zona del mondo. Entusiasmo a parte, come può comportarsi l’azienda in Russia? Il mercato locale delle auto non ha riservato sorprese positive alla compagnia americana: nel corso del 2020, infatti, sono stati acquistati meno di 5.300 veicoli usati e 700 nuovi veicoli elettrici, stando a quanto riferito dalla società di ricerche Autostat. Questo si deve anche ad un arretratezza del Paese per quanto riguarda lo sviluppo di infrastrutture per la ricarica di auto a batteria. Musk ha aggiunto: "Penso che guarderemo alle auto a combustione interna nello stesso modo in cui oggi guardiamo ai motori a vapore". La strategia è senza dubbio interessante, ma prima di diventare vincente servirà ancora molto tempo.