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directions_carDorsale adriatica "lumaca". Ora più Alta velocità e autostrada a tre corsie fino al Sud

Le richieste del presidente dell'Abruzzo Marsilio al governo

Se il collegamento tra Sud e Nord sulla costa tirrenica negli anni scorsi ha registrato progressi significativi a rimanere indietro è stata la dorsale adriatica sia ferroviaria sia autostradale. È tempo dunque di investire per riportare in equilibrio la situazione tra i due versanti. A chiedere interventi infrastrutturali in quel senso è stato stamane il presidente della regione Abruzzo, Marco Marsilio, in occasione della firma di un protocollo di intesa per il recupero del divario infrastrutturale della dorsale adriatica.

"La dorsale tirrenica, facendo leva sull'esistenza di metropoli come Roma e Napoli e su quella di grandi centri urbani, si è via via avvantaggiata secondo una logica costi-benefici" ha spiegato Marsilio. Scelte politiche ed economiche insomma che hanno costruito un sistema a due velocità. "Negli anni questo divario ha fatto in modo che, mentre sulla dorsale tirrenica i treni corrono fino a 300 chilometri all'ora, sul versante adriatico non raggiungono neppure i 200 chilometri all'ora. Gli interventi che intendiamo sollecitare possono portare i treni, nell'immediato, a raggiungere almeno i 200 chilometri all'ora di media sull'intero tracciato per poi aprire un capitolo di trattativa con il Governo per progettare una vera nuova Alta Velocità che possa diminuire le differenze sia in relazione al trasporto merci che per quello del trasporto dei passeggeri. Questo sia nell'ottica di favorire il turismo che per lo sviluppo dei traffici commerciali" ha aggiunto il presidente Marsilio.

Lo stesso atteggiamento si è registrato anche nello sviluppo di infrastrutture stradali. "La A14 è un'autostrada vecchia e superata, ha una terza corsia che si interrompe a Porto S. Elpidio servendo solo gran parte delle Marche ma tagliando fuori Abruzzo, Molise e Puglia. C'è poi una condizione di sottosviluppo dei porti e degli aeroporti in questa area vasta interregionale" ha concluso Marsilio, che in vista dell'arrivo delle risorse che dovrebbero finanziare il piano di resilienza nazionale insieme al Recovery fund porta l'Abruzzo a battere cassa per recuperare il gap infrastrutturale. Non sarà solo. Al suo fianco si dovrebbero schierare le quattro regioni adriatiche che mettono insieme circa 7 milioni di abitanti e cioè più del 10 per cento della popolazione italiana.