Bosch inaugura una propria fabbrica di semiconduttori

Lo stabilimento servirà a fronteggiare l'attuale crisi

Anas Anas

La carenza di microchip e semiconduttori non stupisce più nessuno ed il settore automotive si è quasi "adeguato", nonostante le conseguenze siano pesanti. Qualcuno doveva pur reagire, come ha fatto Bosch, multinazionale tedesca che ha voluto puntare in questo periodo storico sull’indipendenza. Che cosa significa? L’azienda teutonica ha inaugurato ufficialmente una fabbrica propria di semiconduttori, cercando così di fronteggiare la crisi e dando la precedenza ai macchinari ad elevata automazione. L’intelligenza artificiale la farà da padrona, con la sede prescelta che è quella di Dresda. Sarà una sorta di pionierismo per quel che riguarda la cosiddetta industria 4.0. L’inaugurazione è avvenuta in maniera virtuale per venire incontro alle restrizioni anti-covid, con Angela Merkel e Margrethe Vestager, numero due della Commissione europea, a fare gli onori. I semiconduttori contribuiranno allo sviluppo di auto di ogni tipo, incluse le elettriche, e di settori come i trasporti, ma anche la produzione, l’energia pulita e l’assistenza sanitaria, dove l’Europa eccelle. In questo caso la fretta non è in alcun modo cattiva consigliera, anzi bisogna velocizzare il tutto ed evitare qualsiasi forma di burocrazia. La produzione partirà il prossimo mese di luglio, ben sei mesi prima del previsto. I semiconduttori ed i chip serviranno quindi per le installazioni degli elettro-utensili a marchio Bosch. Il lavoro da remoto avrà ampio spazio: in effetti, un intervento di manutenzione a Dresda può essere effettuato da un esperto di una società di ingegneria meccanica in Asia, senza che questi debba recarsi fisicamente in Germania. Insomma, è terminato il tempo in cui ci si piangeva addosso, qualcuno doveva pur ripartire in qualche modo, intanto i clienti automotive dovranno attendere il prossimo mese di settembre prima di sfruttare le nuove produzioni.