I dipendenti di Ssangyong accettano stipendi ridotti per salvare marchio

Azienda è in amministrazione controllata da dicembre

Anas Anas

Cinque mesi di amministrazione controllata ed ora una nuova mazzata. Per il Gruppo automobilistico sudcoreano Ssangyong Motor Company non c’è davvero pace, visto che la situazione straordinaria dura dallo scorso mese di dicembre ed a pagare il prezzo più alto sono i dipendenti. Come riferito dai media locali, infatti, i lavoratori degli stabilimenti asiatici hanno accettato condizioni peggiori in fabbrica pur di mantenere vivo il marchio. Il salvataggio dell’azienda non è impossibile, però prima di arrivare a quel momento serviranno tante lacrime e sudore. Che cosa sta accadendo nelle fabbriche della Corea del Sud. Il personale ha detto sì agli stipendi ridotti ed alle ferie non retribuite: ci saranno due anni in cui le ferie non prevederanno appunto alcuno stipendio, mentre il taglio delle buste paga dovrebbe durare fino al 2023. I dipendenti coinvolti sono poco meno di 5 mila, senza dimenticare le riduzioni dei benefit aziendali. Nemmeno i dirigenti si sono "salvati", tanto è vero che il consiglio di amministrazione di Ssangyong ha deliberato una sforbiciata pari a 20 punti percentuali per quel che riguarda le loro retribuzioni. Come se non bastasse, è già tutto pronto per la cessione di beni aziendali per una raccolta fondi che dovrà essere sostanziosa. Prima di procedere con i tagli dei costi, comunque, si attenderà il via libera da parte del tribunale finanziario di Seul. Intanto, l’amministrazione straordinaria si è detta fiduciosa per il futuro: "La compagnia si riorganizzerà dall’attuale listino formato da vetture con motore a combustione verso un’offerta più ecologica, attraverso partnership globali in modo da poter rimanere competitivi anche in futuro". Per il brand asiatico il futuro è ancora tutto da scrivere, per il momento si procede con grande cautela in attesa di tempi migliori.