Osservatorio nazionale infrastrutture e trasporti critica l'accordo Trenord-Regione Lombardia

Ballotta: "Parte con un triplo passo falso il rinnovo decennale 2022-2031 del contratto di servizio"

"Parte con un triplo passo falso il rinnovo decennale 2022-2031 del contratto di servizio tra Trenord e la regione Lombardia". È quanto afferma Dario Ballotta, presidente dell'Osservatorio nazionale infrastrutture e trasporti che muove una serie di critiche all'accordo tra l'azienda di trasporti e l'ente regionale. Tre i punti verso i quali Ballotta punta il dito. "Il primo - spiega - è il nuovo sistema di indennizzo per i pendolari in caso di disagi: se in un mese il 10% o più dei treni di una linea supera i 15 minuti di ritardo o viene cancellato, i viaggiatori possono chiedere a Trenord il rimborso del 10% dell’abbonamento. L’indennizzo va richiesto con un rapido iter ed è convertibile in voucher o in contanti. Sembra essere una buona notizia, ma è solo un modo per mantenere l’andazzo di sempre: anziché prevedere un decennio finalmente nuovo nel quale vincolarsi a mantenere gli orari previsti senza ritardi ed evitando soppressioni, Trenord mette le mani avanti con un nuovo e aggiornato bonus. Segno che la ristrutturazione organizzativa tanto invocata dai pendolari è ancora lontanissima, e l’azienda corre ai ripari per tenere calme le acque ancora prima di rinnovare il contratto di servizio".

"Su indicazione dell’Art, l'Autorità di regolazione dei trasporti, nel contratto tra Regione e Trenord saranno inseriti gli indicatori da monitorare per un processo di miglioramento progressivo, definito in un piano di raggiungimento degli obiettivi - prosegue Ballotta - Art ha individuato 26 indicatori di efficienza operativa, riguardo a costi e ricavi, produttività ed efficacia: quelli di riferimento saranno comunicati a Regione Lombardia, la quale fisserà l’importo delle penalità da comminare a Trenord. Ed ecco il secondo passo falso: le penalità non sono un meccanismo che incentiva l’efficienza, come si intende far apparire, ma una partita di giro delle risorse pubbliche, poiché la regione Lombardia è al tempo stesso compratrice dei (pessimi) servizi (sborsando mezzo miliardo di euro l’anno) e azionista di Trenord".

"In contrasto con le linee programmatiche del governo Draghi, che aveva annunciato più concorrenza nei trasporti locali su ferro e su gomma, arriva puntuale, al contrario dei convogli di Trenord, il terzo passo falso - aggiunge Ballotta - Trenord si vedrebbe, infatti, riaffidata la gestione dei servizi ancora una volta senza gara: un modo per condannare a nuovi e duraturi disagi i pendolari lombardi".