I camionisti replicano alle accuse dopo la notte da pazzi in valle Stura

Chiusa la A26 i tir si sono riversati sulle strade del Turchino per arrivare a Genova

Penalizzati e ora anche a rischio di essere colpevolizzati. La chiusura notturna dell’Autostrada A26 potrebbe sfociare in una (grottesca) colpevolizzazione degli autotrasportatori che in piena notte, all’uscita di Masone, si sono riversati sulla strada del Passo del Turchino e della Valle Stura, interdetti al traffico di mezzi pesanti, nel tentativo di raggiungere il porto e l’area di Genova.

Cosa è successo? È successo che ieri, con la A26 chiusa per lavori, decine e decine di camion hanno deciso di percorrere le strade del Turchino per raggiungere Genova. La viabilità è rimasta paralizzata per ore con gli abitanti di Masone esasperati. I tir sono passati nelle strade del centro cittadino, tra motori accesi, clacson e un traffico insostenibile. Una notte in bianco per gli abitanti e viabilità in tilt, con episodi di tensione. Un camionista ha percorso diversi metri contromano per superare l'ingorgo, sfiorando l'incidente. Tutto questo sotto gli occhi vigili degli abitanti che hanno postato sui social decine di video per protestare contro questa situazione. Non è la prima volta che i cittadini della Valle Stura si trovano di fronte a situazioni simili. Ogni volta che la A26 chiude di notte, il traffico diventa insostenibile: la cosa più grave, però, è che la strada statale del Turchino sarebbe vietata ai mezzi pesanti. I camionisti avrebbero dovuto fare marcia indietro e percorrere l'A7 per scendere verso Genova. La mancanza di controlli e la poca responsabilità dei camionisti, però, hanno creato ancora una volta il caos.

La reazione dei camionisti non si è fatta attendere. A rispondere alle accuse ci pensa Trasportounito-Fiap, l'Associazione nazionale degli autotrasportatori. "Se è vero che Autostrade aveva preannunciato l’apertura di un cantiere sulla A26 – precisa Giuseppe Tagnochetti, coordinatore di Trasportounito - nessuna informazione su strada è stata gestita per dirottare tempestivamente i mezzi pesanti sulla A7 all’altezza di Novi Ligure o su altri percorsi alternativi da Predosa, costruendo un collo di bottiglia che ha spinto molti autisti a imboccare il pericolosissimo tragitto del Passo del Turchino, con disagi e code di cui oltre all’autotrasporto hanno subito le conseguenze gli abitanti dei paesi posti lungo questa strada provinciale. E ora - prosegue Tagnochetti - al danno, diventato ormai una costante sulle autostrade della rete ligure, si somma anche la beffa, insita in un tentativo grottesco di riversare la colpa di quanto accaduto nella notte sulla strada del Turchino, proprio sulle principali vittime del disservizio", conclude Tagnochetti.

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