Edoardo Rixi scrive al ministro Giovannini sui ristori per le autostrade liguri

Nella lettera firmata dai parlamentari liguri, si chiede che il risarcimento da 1,2 miliardi di Euro dopo il crollo del ponte Morandi "rimanga in Liguria per finanziare opere compensative e dare risarcimenti all'autotrasporto"

"La Liguria rischia l'ennesima beffa perpetrata da Autostrade per l'Italia ai danni del territorio. Per questo motivo è stata recapitata una lettera al ministro delle Infrastrutture e mobilità sostenibili Enrico Giovannini, promossa dalla Lega e firmata da tutti i parlamentari liguri di qualsiasi schieramento politico". Lo annuncia il leghista Edoardo Rixi, componente della Commissione Trasporti e primo firmatario della lettera siglata da tutti i parlamentari liguri. L'oggetto della missiva (che Mobilità.news pubblica in allegato in versione integrale) è il risarcimento concertato con Aspi e mai arrivato a destinazione per la tratta autostradale ligure. Nella lettera Rixi e gli altri parlamentari rammentano: "A distanza di due anni dal crollo del ponte Morandi, il Consiglio dei ministri, nel corso della seduta n.56, tenuta nella notte tra il 14 e il 15 luglio 2020, ha deliberato di definire la controversia con Aspi accettando le proposte transattive presentate da quest'ultima che prevedevano, inter alia, la realizzazione di investimenti compensativi da parte del concessionario, una parte dei quali - pari a circa 1,5 miliardi - destinati alla realizzazione di interventi infrastrutturali ricadenti nel territorio della Liguria, a beneficio dei cittadini e delle imprese, in particolare quelle dell’autotrasporto".

Di pochi giorni fa è la vendita di Aspi a Cassa depositi e prestiti. Un evento del quale non so è ancora percepita appieno la portata. se non per questi soldi che, secondo Rixi e gli altri, sono in pericolo. "Da quel che si apprende - scrivono i parlamentari liguri - sembrerebbe che la quota di investimenti compensativi per il territorio ligure sia stata espunta dall’accordo transattivo in fine raggiunto, per essere sostituita con una riduzione percentuale (di valore analogo) dei pedaggi sulla rete nazionale gestita da Autostrade per l’Italia. La decisione assunta - prosegue la lettera - desta sgomento e risulta essere l’ennesima beffa perpetrata ai danni del territorio e della comunità ligure, che ha già pagato ampiamente, in termini di vite umane e in termini economici, gli inadempimenti del concessionario".

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Ancora. "La realizzazione di investimenti da parte Aspi - si legge nella lettera - è fin da subito apparsa come una misura compensativa sicuramente non paragonabile alla tragedia accaduta, alla sofferenza patita dalle famiglie coinvolte, al degrado della qualità della vita a cui sono andati incontro i residenti della zona e coloro che hanno utilizzato il nodo autostradale genovese, alla perdita economica delle aziende dell’intero Nord Ovest della nazione. Ma una misura comunque plausibile per rimediare alla fragilità del sistema infrastrutturale ligure".

Cosa chiedono i firmatari? È scritto chiaro nell'ultimo capoverso della lettera dei parlamentari liguri. "I sottoscritti firmatari chiedono che la somma di circa 1,2 miliardi di Euro, prevista a titolo di risarcimento per il territorio duramente colpito dalle conseguenze del crollo di Ponte Morandi, rimanga in Liguria per finanziare le opere compensative e i ristori alle aziende dell’autotrasporto che quotidianamente subiscono danni economici a causa dei gravi disagi provocati dallo stato di degrado in cui vertono le infrastrutture".

Oggi pomeriggio, intanto si capirà (forse) qualcosa di più su come finirà la questione dei cantieri autostradali in Liguria. è previsto infatti per le 16:00 una riunione in videoconferenza del tavolo di coordinamento convocato da Regione Liguria con i gestori e i rappresentanti del ministero mentre lunedì il presidente della Regione Liguria Giovanni Toti insieme ai sindaci si confronterà con il governo. Tra le richieste sul tavolo, quella di "considerare le autostrade liguri come se non facessero parte della rete italiana e cancellare i pedaggi su tutte le tratte fino al termine dell’ultimo cantiere", sbandierata dal governatore e quella dell'assessore regionale al Turismo, Gianni Berrino: "che Aspi e gli altri gestori mettano in esercizio nuovi treni che da Milano arrivino a Genova e nelle nostre due Riviere, come ristoro per i turisti". 

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