Cantieri navali più pericolosi dell'industria

Secondo un report Inail nel settore navale gli incidenti aumentano e hanno conseguenze più drammatiche. Liguria, Friuli Venezia Giulia e Toscana le regioni più colpite dal fenomeno

Nei cantieri navali, il rischio infortunistico è più alto rispetto a quello riscontrato nel settore industria e servizi. Lo dice una ricerca Inail secondo cui nel settore industria e servizi, dal 2014 al 2018, il numero di incidenti ogni mille addetti è sceso da 22,6 a 19,6 mentre nella cantieristica navale si è passati da 31,4 a 29,7 infortuni. Incidenti che, tra l'altro, presentano una gravità maggiore rispetto a quelli dell'industria, misurata dagli esiti mortali dei casi registrati e dall’assenza dal lavoro degli infortunati superiore ai 30 giorni. In ambito territoriale, secondo il report di Inail, il fenomeno infortunistico è concentrato per il 54% prevalentemente in tre regioni: Liguria, Friuli Venezia Giulia e Toscana. Inoltre, a riportare infortuni lavorativi sono perlopiù meccanici, montatori e manutentori. Le cause? Soprattutto movimenti scoordinati e scivolamenti, malfunzionamenti elettrici, esplosioni, incendi.

Fratture e contusioni le lesioni piú frequenti

Il report dell'Inail è stato condotto analizzando le dinamiche infortunistiche presenti nell’archivio del sistema di sorveglianza Infor.Mo, sviluppato dalle Regioni e dal Dipartimento di medicina, epidemiologia, igiene del lavoro e ambientale (Dimeila), che monitora gli incidenti lavorativi dall’origine fino alla loro istruttoria conclusiva. In particolare, lo studio ha esaminato gli eventi registrati tra il 2002 e il 2018. Su 63 infortuni, 26 sono stati i casi mortali e 37 quelli gravi con prognosi superiori a 40 giorni. Gli infortunati, esclusivamente uomini, svolgevano mansioni diversificate, con un rapporto di lavoro a tempo indeterminato pari al 70% e un’esperienza lavorativa mediamente superiore a un anno. Riguardo alla provenienza, il 38% dei lavoratori infortunati risulta essere di origine straniera. Le lesioni maggiormente riportate dagli addetti sono fratture (44%), schiacciamenti o contusioni (27%), ferite o amputazioni (18%): le modalità di incidente più frequenti sono le cadute dall’alto (37% dei casi), quelle di pesi e travi (22%), gli investimenti con mezzi di trasporto (16%).

Soluzioni e miglioramenti organizzativi

Nel report, l'Inail ha inserito la prospettazione dei Pmp, i Piani mirati di prevenzione, individuati come uno strumento utile per la riduzione degli infortuni. All’indomani della pandemia da covid-19, sottolineano i ricercatori del Dimeila, il Piano nazionale della prevenzione 2020-2025 rimarca la necessità di una programmazione sanitaria coordinata e integrata tra le diverse strutture e attività presenti nel territorio, evidenziando l’importanza dell'autovalutazione nella gestione dei rischi da parte dei datori di lavoro. Il report Inail è stato originato dall’infortunio mortale di tre lavoratori che avevano inalato sostanze pericolose in un incendio in ambiente confinato a bordo di una nave in manutenzione: per questo il piano ha verificato l’applicazione della normativa antinfortunistica e del controllo dei fattori di rischio presenti nei cantieri navali. La scheda ne riporta tappe e articolazioni, con l’indicazione delle aziende partecipanti, il numero dei lavoratori interessati e le figure della prevenzione coinvolte, le iniziative di formazione erogate, le criticità riscontrate. Da qui, la messa in campo di alcune soluzioni migliorative, come ad esempio blocchi di cemento resistenti agli urti e movimentabili per la protezione delle banchine e l’applicazione di parapetti rimovibili contro il rischio di caduta di persone o cose.

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