Genova, gli operai Ilva in corteo contro il governo. Lunedì 28 giugno il ministro Orlando sarà allo stabilimento di Cornigliano

Momenti di tensione davanti alla Prefettura. Slogan contro sindaco Bucci e governatore Toti che non prendono posizione sulla questione

Si è concluso quest'oggi con momenti di tensione, sfociati in scontri tra operai e polizia, il corteo dei lavoratori Ilva a Genova. I lavoratori, al terzo giorno di sciopero, hanno accentuato le proteste contro la cassa integrazione imposta dall'azienda solo per stabilimento di Cornigliano (981 lavoratori) nonostante il Consiglio di Stato abbia annullato la decisione del tar di Lecce e autorizzato lo stabilimento di Taranto, che rifornisce l'impianto genovese, a produrre. L'azienda chiede la cigo per crisi di mercato, mentre i sindacati sottolineano che in Europa c'è ampia richiesta di acciaio. Il risultato dei tre giorni di astensione dal lavoro è stato il corteo di questa mattina giunto davanti al portone della Prefettura, preceduto dallo striscione con scritto "Che l'Inse" ("Che inizi!", il grido del patriota GB Perasso detto Balilla contro gli Austriaci). Alla manifestazione si sono unite anche le lavoratrici delle mense dell'ex Ilva, alcuni rappresentanti dei portuali genovesi, rappresentanze sindacali di altre aziende genovesi. "Il governo o è servo o è complice" e visto che "è silente, tace, noi alziamo la voce". Lo ha detto Armando Palombo, coordinatore rsu dello stabilimento ex Ilva di Cornigliano, prima di dare il via al corteo diretto alla Prefettura di Genova. "Il ministro del lavoro dovrebbe dire pubblicamente che questa cassa integrazione è politicamente inaccettabile - ha aggiunto Bruno Manganaro (Fiom) - Perché un ministro del lavoro non lo fa? Perché non lo fa il premier Draghi? Perché hanno paura?". Manganaro ha poi chiamato in causa il sindaco di Genova Marco Bucci e il governatore Giovanni Toti. "La politica genovese è rimasta in silenzio: il sindaco Bucci parla delle aree dell'Ilva ma non ci ha dato la solidarietà, non ha invitato Mittal a sospendere la cigo per consentire un dialogo tra sindacato, governo e azienda. Toti ha fatto un appello alla responsabilità dei lavoratori ma non ha fatto un appello all'azienda a sospendere la cassa. E questo è inaccettabile. Io fossi in loro mi vergognerei", ha concluso Manganaro. Una prima reazione da parte del governo è arrivata dal ministro del Lavoro, Andrea Orlando, che dovrebbe essere a Genova, allo stabilimento Ilva di Cornigliano, lunedì mattina 28 giugno alle 9:00.

La giornata, intanto, ha fornito ampi segnali di quante tensione stia creando in città (e non solo a Genova) la questione Ilva. Il corteo dei lavoratori dell'ex Ilva, cui si sono aggiunte delegazioni di Ansaldo, Leonardo, Fincantieri, la Rete degli studenti medi e Genova Hitachi, è arrivato in Largo Lanfranco, davanti al palazzo della prefettura di Genova dopo aver percorso la galleria intonando lo slogan "Il governo dov'è", "Vergogna, vergogna" e "Stiamo arrivando" e gettando fumogeni. Il servizio d'ordine della Fiom ha creato un cordone davanti al corteo. Il portone della prefettura era difeso da un cordone di poliziotti in tenuta antisommossa. Momenti di tensione e un breve tafferuglio davanti alla prefettura al momento del contatto tra la polizia e gli operai che spingevano per cercare di entrare. Una dirigente della Digos, che si trova davanti alla prefettura di Genova, si è tolta il casco per dare un segnale di distensione alle centinaia di operai dell'ex Ilva che continuano a gridare "lavoro lavoro" e a spingere sul cordone di polizia per entrare in prefettura. Un segnale che sembra aver calmato gli animi dopo la tensione iniziale.

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Il corteo si è spostato davanti al Comune dove sono stati urlati slogan contro il sindaco e il governatore per poi tornare davanti alla prefettura dove c'è stato l'incontro tra Bucci e i lavoratori. La cassa integrazione è "inaccettabile, parli il governo, si faccia sentire Draghi", ha poi detto il sindaco di Genova Marco Bucci parlando in piazza a Genova con alcuni lavoratori. Al sindaco si è rivolto il dirigente della Fiom Franco Grondona, chiedendo di prendere una posizione e di chiedere al governo di sospendere la cassa integrazione disposta dall'azienda. Il sindaco ha ribadito che la decisione è inaccettabile ma ha sottolineato che lui può fare "solo una moral suasion" non avendo "alcuna responsabilità nei confronti dell'azienda. "Deve parlare il governo, deve farsi sentire Draghi" ha aggiunto ribadendo di aver già preso posizione in passato: "noi su quelle aree abbiamo un'idea di sviluppo".

Il corteo dei lavoratori ex Ilva è arrivato davanti al Palazzo della Regione Liguria e ha trovato il portone chiuso presidiato dalla polizia. Anche in questo caso si sono verificati alcuni momenti di tensione con i manifestanti che spingevano per poter entrare mentre la polizia difendeva la posizione. Alcuni operai hanno alzato le mani e si sono tolti il caschetto giallo e questo ha riportato momentaneamente la calma. Due agenti del reparto mobile, un carabiniere e un funzionario della Digos, sono rimasti contusi durante i tafferugli tra polizia e lavoratori ex Ilva davanti alla prefettura. Secondo quanto appreso, sarebbero rimasti contusi anche due operai.

Alla fine il prefetto Renato Franceschelli ha deciso di ricevere una ampia delegazione di lavoratori. Giovedì 8 luglio sarà convocato un incontro al ministero dello sviluppo economico al quale parteciperanno Acciaierie d'Italia e sindacati alla presenza del ministro Giancarlo Giorgetti che inviterà anche il ministro del lavoro insieme con tutte le parti interessate per discutere delle prospettive industriali e della situazione occupazionale.

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