Piemonte compatto su Stellantis: in regione la gigafactory e giù le mani da Grugliasco

Il titolo balla in Borsa sui rumors di vendita della francese Gefco. A Torino la preoccupazione è per la salvaguardia di tutti i posti di lavoro

Il Piemonte si schiera compatto a fianco dell'occupazione dei lavoratori Stellantis in regione. Oggi il governatore della Regione Piemonte, Alberto Cirio, ha rivendicato fortemente la localizzazione della gigafactory di batterie per auto del gruppo nato dalla fusione tra Fca e Psa in Piemonte. "Non con un tono nostalgico o lamentoso, perché qui è nata l'auto e quindi ce lo meritiamo, bensì perché c'è la convenienza nel venire qui. Perché qui sono nate anche tutte le competenze legate all'auto", ha spiegato Cirio che porterà al premier Mario Draghi il dossier della candidatura di Torino, replicando al ministro della Transizione ecologia, Roberto Cingolani, che si è sfilato, affermando che non spetta al governo stabilire dove debba essere ubicata la gigafactory, bensì spetta alle aziende e ai territori.

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Stellantis si sta guardando attorno per decidere dove verrà collocata la terza gigafactory. Ne ha già una in Francia e una in Germania e ora sta pensando all'Italia, ma anche alla Spagna. "A me interessa che la gigafactory sia in Italia per renderci autonomi. Sul dove decidono i territori e le aziende. A me spetta favorire il successo del Paese e da questo punto di vita garantisco laicità", ha detto Cingolani, intervenendo in una conferenza online della Regione Piemonte. Cirio, però, è preoccupato perché "sarà il governo che dovrà decidere ed è una scelta politica. Quando sento dire che altrove c'è un problema di riconversione industriale, vorrei accompagnare il ministro in periferia perché i problemi di riconversione industriale ci sono anche in Piemonte", ha detto il presidente della Regione, augurandosi che "il governo sappia farsi valere: sono investimenti che il privato non può fare da solo e quando uno paga il conto, può anche decidere qualcosa dei piatti che vengono serviti".

Ieri si è schierato il sindaco di Grugliasco, Roberto Montà che ha scritto una lettera all'ad di Stellantis, Carlos Tavares, sul futuro dello stabilimento Maserati. Una missiva indirizzata anche ai ministri dello Sviluppo economico, Giancarlo Giorgetti, e del Lavoro, Andrea Orlando, oltre che al presidente del Piemonte, Alberto Cirio, e al sindaco di Torino, Chiara Appendino. "Nel quadro del prossimo piano industriale, il primo e molto atteso del nuovo gruppo Stellantis, vi chiediamo di porre attenzione ai fattori di competitività di questo stabilimento, del tessuto produttivo sviluppato intorno e al valore aggiunto rappresentato dai dipendenti e dalle loro esperienze e competenze - scrive Montà - Ci attendiamo non solo che siano fugate le voci, che auspichiamo siano infondate, di chiusura o spostamento della produzione a Mirafiori, ma anche che si operi nella logica di rafforzamento del tessuto dell'automotive che Torino e l'area metropolitana possono rappresentare, favorendo la realizzazione di nuovi modelli e della gigafactory". Sottolineando come prima da Fiat e poi da Fca, negli anni, siano stati effettuati rilevanti investimenti per la riqualificazione del sito, "affinché potesse ospitare la produzione del marchio Maserati, nella logica di collocare a Torino e a Grugliasco il polo produttivo dei segmenti premium e luxury, investimenti che hanno permesso di realizzare uno stabilimento efficiente e moderno, che dà lavoro a oltre 1.300 addetti", Montà evidenzia che "il sito produttivo grugliaschese rappresenta una risorsa per Stellantis e per il sistema produttivo dell'automotive italiano e piemontese" e propone un tavolo istituzionale. "Siamo convinti che ci siano tutte le condizioni e le possibilità per far sì che lo stabilimento di Grugliasco, insieme a Mirafiori, rappresenti uno dei pilastri del rilancio dell'automotive italiano - dice il primo cittadino - ribadiamo, pertanto, la nostra disponibilità a partecipare a un tavolo che veda presente Stellantis e rappresentanti delle istituzioni a livello nazionale, regionale e locale unitamente alle organizzazioni sindacali", conclude Montà.

Tutto questo si riverbera sul titolo che sta vivendo un momento complicato, bersagliato in Borsa anche sui rumors, che Stellantis e Russian Railways avrebbero avviato il processo di vendita di Gefco, gruppo attivo nei trasporti e nei servizi della logistica che dovrebbe archiviare il 2021 con un fatturato di 4,4 miliardi di Euro e con un margine operativo lordo di 345 milioni. JpMorgan e Rothschild & co, secondo MilanoFinanaza, dovranno trovare un acquirente che possa pagare almeno 2 miliardi di euro: se il gruppo della logistica venisse venduto per questa cifra, a Stellantis arriverebbero 500 milioni di euro circa, soldi che potrebbero essere usati per finanziare la svolta elettrica. Il mercato mostra preoccupazioni e il titolo balla, anche se Goldman Sachs, in un report datato 29 giugno ma reso pubblico ieri, 30 giugno, ha confermato il rating buy e il target price a 21 Euro sull'azione in vista dell'EV Day dell'8 luglio che verrà presentato dal ceo del colosso automobilistico, Carlos Tavares. "Crediamo che la strategia di elettrificazione di Stellantis sia una delle più ponderate tra quelle delle aziende sotto la nostra copertura, con obiettivi progressivi: 70%-35% di penetrazione BEV in Europa-Nord America entro il 2030 e un'integrazione verticale: e-motor, inverter, batterie/celle", si legge nel report. L'approccio di Stellantis all'elettrificazione in Nord America è visto come un argomento chiave dagli investitori, in particolare i piani della società per elettrificare i propri pick-up con alcuni che considerano Stellantis in ritardo sul mercato. Sicuramente, ha sottolineato Goldman Sachs, è necessaria ulteriore chiarezza sulle aspettative di Stellantis per i costi delle batterie e l'approvvigionamento. "Ma confermiamo il rating buy su Stellantis, in quanto ci aspettiamo una forte crescita degli utili poiché l'azienda beneficia delle sinergie post fusione tra Fca e Psa. Crediamo anche che il mercato sia meno convinto di noi sul posizionamento dei veicoli elettrici di Stellantis e che questo spieghi in parte lo sconto a cui tratta l'azione rispetto ai competitor del calibro di Ford, General Motors e Volkswagen", ha aggiunto Goldman Sachs. "Se Stellantis può rispondere alle preoccupazioni degli investitori, riteniamo che l'EV Day possa essere un catalizzatore positivo".