Batterie auto, Nissan fa causa a un produttore italiano

Sarebbero difettose: richiesti 122 milioni di Euro come risarcimento

Una cifra importante e quasi tonda: sono poco meno di un milione le batterie difettose che hanno spinto la compagnia automobilistica giapponese Nissan Motor ad accusare un produttore italiano proprio per i problemi che avrebbero provocato alle vetture. La parte in casa è Elettra 1938, azienda che ha sede ad Almisano (provincia di Vicenza) e che un tempo si chiamava Fiamm Energy Technology.

Che cosa è successo di preciso? Le circa 900 mila batterie hanno spinto la società asiatica a chiedere un consistente risarcimento danni, per la precisione 122 milioni di Euro. La citazione in giudizio ha avuto luogo presso il tribunale di Londra. Il marchio nipponico si è rivolto alla giustizia britannica in seguito alle lamentele messe nero su bianco da parte di diversi proprietari di auto elettrificate, nello specifico i modelli Juke e Qashqai. Le batterie agli ioni di litio, infatti, risulterebbero puntualmente scariche, una coincidenza che ha indispettito gli automobilisti coinvolti. Elettra 1938 ha respinto ogni accusa, sottolineando come ogni prodotto sia stato sviluppato seguendo le specifiche dettate dalla casa giapponese.

Accertare le responsabilità non sarà semplice e l’entità del rimborso preteso in denaro fa intuire quanto importante sia la vicenda. C’è chi ritiene, ad esempio, che l’anomalia sia quella del sistema di gestione delle batterie che è stato installato da Nissan, scagionando in questa maniera l’azienda italiana. Il tribunale londinese dovrà esaminare le carte e stabilire chi ha ragione e chi torto. Elettra 1938 è presente in 60 paesi con circa il 70% del fatturato all’estero. Per essere vicina alle esigenze dei clienti dispone inoltre di 4 insediamenti produttivi (in Italia, USA, Repubblica Ceca, Brasile e Cina), di 5 sedi commerciali e tecniche (tra cui Italia, Francia, USA, Brasile e Cina) e di una rete diffusa di importatori e distributori.