Una giornata di ordinaria follia sulle autostrade liguri

Ieri i camionisti esasperati da oltre 8 km di coda, sono scesi dai loro mezzi per protesta. Ma i cantieri proseguiranno per 90 giorni

Ormai si vive così, nell'attesa di qualche agenzia che avverta che la situazione della viabilità in Liguria stia nuovamente precipitando. Si vive di ora in ora per non dire di minuto in minuto. Oggi, venerdì, poi l'attesa si fa spasmodica, visto che inizia il primo week end di luglio, portandosi dietro vacanzieri o semplici turisti del fine settimana. E le autostrade liguri in questo momento sono tra le meno accoglienti. La conferma è arrivata ieri. C'è mancato poco che, come in un film, il mega ingorgo in autostrada, in Liguria, non finisse in tragedia. I camionisti, da ore con i mezzi sotto il sole, incastrati in code di chilometri, si passano voce via cb e cellulari e scendono dagli autotreni. Otto chilometri di coda sulla A26, sette tirando giù direttamente verso Sampierdarena, sull'A7. un pomeriggio di tensione, della protesta dei camionisti esasperati che scendono dalle loro cabine sfogando l'esasperazione sull'asfalto della carreggiata. Una protesta che va in scena verso le cinque del pomeriggio, dopo Arquata Scrivia e prima di Isola del Cantone sull'A7, in direzione del capoluogo.

Anas Anas

Un articolo de Il Secolo XIX riporta le fase più drammatiche della situazione pronta a esplodere. Quando la tensione è alle stelle, basta un casus belli per scatenare la rabbia. C'è una discussione perché le macchine superano la lunghissima fila di Tir accodati e cercano di inserirsi appena prima della deviazione. È un attimo: c'è chi urla: "Ora metto il camion di traverso e non passa più nessuno". C'è chi suggerisce la protesta estrema: "Ora ce ne andiamo e lasciamo i mezzi qui. Blocchiamo tutto".

Sono almeno una trentina, giù dai camion, e le discussioni durano quasi un'ora. La situazione viene riassunta così dal coordinatore di Trasportounito, Giuseppe Tagnochetti. "Con oltre sette chilometri di coda su tutte le principali direttrici autostradali liguri con destinazione o provenienza Genova e con il maggiore porto italiano sotto assedio da ingorghi che bloccano totalmente i varchi, fra gli autisti dei mezzi pesanti, fermi da ore sotto il sole, si sta trasmettendo un vero e proprio tam-tam: scendere dai camion. Dopo mesi di ingorghi, code, lavori che avrebbero dovuto essere cadenzati negli anni nell’ambito di un’ordinaria manutenzione e sono stati invece concentrati sul nodo genovese e ligure provocandone il collasso con grave pericolo per la sicurezza stradale e una vera e propria devastazione dei livelli produttivi del sistema economico e trasportistico, il vaso - sottolinea Tagnochetti - è ormai colmo e la situazione sfugge a qualsiasi controllo, con i rischi che ne conseguono per chiunque si avventuri in autostrada e della cui responsabilità qualcuno dovrà farsi carico".

Come riporta Il Secolo XIX, la storia non ha un lieto fine. Il terrificante imbuto dei mezzi pesanti ha conseguenze pesantissime: code interminabili anche al terminal Sech, che partivano quasi dal casello di Genova Ovest e con camion in fila sin dal mattino per riuscire a scaricare. Tornando all'indietro, al cantiere che ha scatenato la protesta, alle otto di sera i chilometri di coda sono ancora 4, in un'altra giornata devastante per la Liguria. Interviene il governatore Giovanni Toti, che punta su un'altra tratta critica. "Ho sentito - dice Toti - l'ad di Autostrade Tomasi. Fino a quando non cesseranno i lavori sulla galleria Ranco tra Genova e Savona, i disagi saranno enormi. Sono lavori giudicati urgenti e improcrastinabili dagli ispettori del ministero e non possono essere interrotti. Ho chiesto però ad Aspi di cambiare il piano di lavori, lavorando solo la notte. La Liguria non può sopportare ancora 90 giorni, perché tanto dureranno i lavori, di caos come quello vissuto oggi e nelle scorse giornate".