Allarme rosso per i costi da paura delle auto a noleggio

Secondo Federconsumatori, tra la prima settimana di giugno e metà luglio le tariffe sono aumentate dell'84%

Aumentano i costi della auto a noleggio e questo non fa bene al turismo. Lo dice Federconsumatori che ha monitorato con il suo osservatorio nazionale la differenza nei costi, con risultati sorprendenti, purtroppo non in senso positivo. La differenza sostanziale è stata riscontrata tra la prima settimana di giugno, in cui noleggiare un’auto berlina di media grandezza a benzina costava mediamente 379,22 Euro, e la settimana di metà luglio, quando il prezzo previsto è di 736,73 Euro. L’aumento è dell’84% e il fenomeno non accenna a diminuire: per la fine di agosto, infatti, è previsto un rincaro del 77% con una spesa settimanale per la stessa auto di 706,95 Euro.

A livello di città, i costi maggiori per un’auto a noleggio vengono applicati a Palermo, Olbia, Bari e Catania. Da considerare, poi, che i rincari maggiori riguardano le città di Milano (nei pressi della stazione), Torino e Napoli (in zona aeroporto) con aumenti che raggiungono anche il +310%. Federconsumatori parla di aumenti fuori controllo che coinvolgeranno i mesi estivi e colpiranno duramente le vacanze degli italiani. Chiaramente, dice Federconsumatori, sono in atto speculazioni: per questo l’osservatorio ha inviato una segnalazione all’Autorità Garante della concorrenza e del mercato e all’Autorità di Regolazione dei Trasporti.

I rincari sopra le righe, secondo Federconsumatori, causano conseguenze non opportune per la sperata ripresa economica della nostra penisola dopo la pandemia. Soprattutto le isole sono penalizzate dagli aumenti delle auto a noleggio: i turisti che optano per questa soluzione sono, infatti, numerosi, e alzare i prezzi a dismisura significa abbandonare l’idea di volare in Sicilia e Sardegna per preferire altre mete. La ripresa delle isole, secondo Federconsumatori, è rallentata così come il turismo nostrano in favore di destinazioni estere. Un chiaro autogol, questa è la definizione con cui Federconsumatori ha sottolineato lo sbaglio di attivare i rincari dalle percentuali altissime in questo momento di difficoltà per tanti cittadini e per gli operatori del settore.

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