Moove, la pista ciclabile da installare su linee ferroviarie dismesse

Smart, hi-tech e sostenibile, oltre che pronta all'uso

Una pista ciclabile hi-tech che si monta come un gioco di costruzioni: è l’idea visionaria a cui ha dato vita Revo, startup milanese che punta a innovare il settore delle infrastrutture bike friendly. Moove è una sorta di tappeto modulare, in plastica o gomma riciclata, che può essere fissato su qualsiasi superficie già esistente: "Questo significa che non c’è bisogno di scavi né di cantieri stradali. I tempi d’installazione, quindi, si riducono, come anche i costi di produzione e di manutenzione. In più il sistema è rimovibile e riposizionabile altrove", spiega Stefano Arvati, uno dei fondatori di Revo.

La ciclabile componibile è costituita da due parti indipendenti: uno strato esterno che costituisce il fondo stradale, realizzato con polvere di pneumatico; ai lati due minitunnel in cui far scorrere cavi, linee elettriche e sensori di rilevamento. Con i sensori è possibile controllare lo stato della superficie stradale che facilita la manutenzione ordinaria e permette quella predittiva: attraverso i dati, infatti, il gestore conosce in anticipo il punto della pista che si sta deteriorando e in quanto tempo si dovrà intervenire. Le unità elettroniche e i sensori possono fornire l’illuminazione della pista, la segnaletica orizzontale nonché segnalare parcheggi scorretti e invasioni della pista. L’infrastruttura di Revo può essere anche connessa e fornire informazioni ai ciclisti che la percorrono: "Moove avrà una sua app che darà informazioni ai biker, ma si interfaccerà anche con app terze per fornire servizi utili. Per esempio negozi e attività commerciali, aree rurali lungo percorsi regionali e provinciali e strutture ricettive potranno inviare comunicazioni in tempo reale a chi pedala nelle vicinanze". Moove, quindi, permette di raccogliere informazioni utili e monitorare tutti gli elementi di interesse: quante persone la percorrono e quanto tempo impiegano, la tipologia del traffico e degli utenti, le caratteristiche ambientali (temperatura, pressione, umidità, qualità dell’aria). Oltre all’ambito urbano, una delle potenziali applicazioni di Moove è legata alle ferrovie dismesse: "In questo caso la nostra pista va semplicemente a coprire i binari, senza dover smantellare niente, trasformando la linea inutilizzata in un percorso cicloturistico pronto all’uso e altamente tecnologico, capace di restituire linfa ad aree rurali depresse".

E l’utilità per il mondo ferroviario non si limita alle greenways: i dati raccolti attraverso la pista possono contribuire allo sviluppo dell’intermodalità treno+bici, a strutturare e modellare le ciclostazioni e il servizio di trasporto bici in base alla domanda. Intanto Moove si prepara alla futura inaugurazione in città: "Entro la fine dell’estate del prossimo anno faremo una prima applicazione sperimentale, in un grosso capoluogo dell’Emilia Romagna". Il futuro è dietro l’angolo e ci si arriva pedalando.