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Che fine farà il porto turistico di Fiumicino?

Ennesima fumata nera in Regione per un progetto che si trascina da oltre trent'anni

Ennesima fumata nera per l’audizione in Consiglio regionale del Lazio sul progetto di Royal Caribbean di realizzare un approdo per navi da crociera nel Porto della Concordia di Fiumicino. Le cronache dicono che il confronto ha solo rinfocolato le polemiche con le associazioni civiche e quelle ambientaliste contrarie al progetto che l’Autorità di Sistema Portuale di Civitavecchia ha per il porto commerciale, più a nord. Un progetto che comprenderebbe anche di un’area dedicata al settore crocieristico. La contrarietà di ambientalisti e associazioni varie è dettata dall’impatto ambientale che questo progetto porterebbe con sè. La giunta regionale, comunque, ha spiegato che l’iniziativa è in stand-by in attesa della consultazione del Comune di Fiumicino e dell’Autorità di Sistema Portuale che verrà consultata per una valutazione economico-commerciale relativamente ai programmi di potenziamento a Civitavecchia e a Fiumicino Nord.

La realizzazione di un’area per il diporto nel Porto della Concordia viene da lontano. È stata ideata, infatti, nel 1990 dalla società Iniziative portuali porto romano che propose alla Capitaneria di Porto un progetto preliminare per realizzare il Porto Turistico di Fiumicino, in località Isola Sacra. La società, che faceva capo a Francesco Bellavista Caltagirone, nel 2009 ottenne 90 anni di concessione: all'epoca il presidente della Regione era Esterino Montino, attuale sindaco di Fiumicino al secondo mandato. Nel 2010 sono cominciati i lavori per il porto turistico, interrotti a seguito di vicende penali che hanno condotto all'arresto di Francesco Bellavista Caltagirone, patron di Iniziative Portuali, società poi fallita. Nel 2019 Invitalia, azionista di minoranza di Iniziative Portuali, ha sottoscritto con il colosso della crocieristica Royal Caribbean (già azionista di Roma Cruise Terminal concessionario a Civitavecchia) un accordo per l’ingresso della compagnia di navigazione nel capitale di IP Porto Romano, rilevando la maggioranza del pacchetto azionario. Dietro l'accordo c'era una condizione, ossia che la società concessionaria ottenesse la variante per introdurre la funzione di crocieristica a Porto della Concordia, pur mantenendo la prevalente funzione di navigazione da diporto.

Il ministero dell’Ambiente, alla fine del 2019, decretò la necessità di espletare la procedura di Via per la variante: due mesi dopo è scoppiata la pandemia e da lì, il blocco. Nel frattempo sono andate a vuoto le aste per la cessione dei beni della fallita Ip, concessione compresa: l'ultima è di una settimana fa, dopo la quale il Giudice del Tribunale di Roma disporrà un ulteriore tentativo di vendita (terzo e ultimo) nel quale vi sarà un ulteriore abbassamento del prezzo di partenza. Adesso, dicono gli esperti, resta da vedere se Royal Caribbean deciderà di riprendere in mano il progetto: come che sia, passeranno ancora anni, per una vicenda che si trascina già da oltre un trentennio.

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