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directions_carFesta finita per il mercato dell'auto. Produttori in allarme: "Incentivi o si muore"

Le richieste delle aziende al governo: 400 milioni nella legge di Stabilità

Servono incentivi subito per limitare i danni al mercato italiano dell'auto che, a ottobre, ha registrato il ritorno al segno rosso. Tra gli operatori la preoccupazione è palpabile: senza bonus per stimolare gli acquisti si rischia un crollo senza precedenti. Anche perché le misure di restrizione della mobilità in arrivo con i nuovi Dpcm consigliano ai potenziali acquirenti il rinvio del cambio della vettura. I dati testimoniano il pessimismo della categoria. Il calo di ottobre è ancora molto contenuto (-0,18%), ma se si allarga lo sguardo ai primi dieci mesi dell'anno il quadro è sconfortante. Sono state vendute 1.122.998 auto, il 30,9% in meno rispetto all'analogo periodo dell'anno scorso con oltre 500mila vetture perse. Insomma la mini festa, avviata con la fine del lockdown e sostenuta dagli incentivi per la rottamazione nei mesi estivi, pare conclusa.

Così la richiesta per salvare il salvabile è quella del rinnovo degli sconti fiscali per cambiare i mezzi più vecchi nella legge di stabilità che sta per arrivare alle Camere. "Le risorse già stanziate - spiega il presidente del Centro studi Promotor, Gian Primo Quagliano - si sono rivelate inadeguate ed è facile prevedere che negli ultimi due mesi vi sarà un nuovo crollo sia per la mancanza di incentivi per le auto più richieste sia per la ormai certa adozione di provvedimenti più severi per combattere l'emergenza coronavirus. Il settore dell'auto sta attraversando una crisi molto seria e ha bisogno di incentivi con stanziamenti adeguati come quelli previsti in Francia, in Germania e in altri mercati importanti".

A battere cassa sono anche i produttori auto esteri rappresentati dall'Unrae. Per il presidente Michele Crisci, "l'esperienza degli ultimi mesi mostra chiaramente l'insufficienza di una politica incentrata su incentivi mordi e fuggi ed è indispensabile che il governo dia seguito a quanto dichiarato nelle scorse settimane di stanziare altri 400 milioni in aggiunta all'ecobonus". In assenza di provvedimenti ad hoc causa scarsità di fondi il settore indica al governo una strada da percorrere. E cioè le risorse Ue. Secondo il presidente dell'Anfia, Paolo Scudieri, "il Recovery plan è un occasione da non perdere per sostenere il settore in questa difficile transizione industriale".