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Stellantis, nuove prospettive e vecchie paure

Il gruppo vuole chiudere l'anno con il record di 15 miliardi di utili. Ma i sindacati sono preoccupati

Stellantis si lascia alle spalle un semestre da record e punta a una fine anno col botto. Le intenzioni del gruppo secondo l'ad Carlos Tavares sono di chiudere il 2021 con utili a 15 miliardi di Euro, stimati dalla società ma anche dagli analisti, mettendo a segno, se sarà così, un anno da incorniciare. Tanto ottimismo arriva dai conti boom del primo semestre chiuso con ricavi a 75,3 miliardi in crescita del 46% e un utile operativo di 8,6 miliardi, con un margine sul fatturato dell’11,4%, e bene anche l’utile netto a 5,9 miliardi di Euro. Le auto nuove immatricolate da gennaio a giugno 2021 sono state 1.378.773 unità, in crescita del 32% rispetto ai primi sei mesi del 2020. Non era facile prevedere un risultato così rotondo, dopo che, nel 2020, Fca aveva visto scendere i ricavi da 108 miliardi a 86 con un calo del 20% e Psa perdere fatturato per 14 miliardi.

La nota negativa nei numeri di Stellantis dei primi sei mesi dell'anno è stato il flusso di cassa, in rosso a 1,2 miliardi di Euro, per colpa degli effetti della crisi dei chip e degli ordini di circuiti integrati. La situazione non ha visto, come sperava l'azienda, miglioramenti negli ultimi tre mesi e ha portato a prevedere una perdita di produzione totale a fine anno di circa 1,4 milioni di veicoli nel 2021. Nonostante questo, prendendo spunto dalle perlopiù ottime premesse, la società ha ridefinito al rialzo gli obiettivi per il 2021, con una previsione di margine operativo superiore del 10% a quanto inizialmente ipotizzato.

A trascinare in alto i numeri del gruppo Stellantis ci ha pensato il Nord America registrando un exploit nel margine operativo: dal 3,8% al 16,1%. Percentuali supportate dalle vendite record negli Stati Uniti dei marchi Jeep e Ram: la Jeep Wrangler 4xe, per esempio, è stata la phev, la ibrida plug-in più venduta negli Stati Uniti nel secondo trimestre del 2021. Altra nota positiva riguarda la Maserati, tornata in utile nei primi sei mesi dell’anno (anche se solo per 29 milioni di euro) e in crescita un po' su tutti i mercati. Anche Peugeot ha fatto la sua parte, con una redditività operativa quasi doppia rispetto a Fca con un ebit al 7% dei ricavi, mentre Fca era ferma al 4,3%.

Anas Anas

Di fronte a tanta ricchezza, l'ad Carlos Tavares sembra non accontentarsi. Secondo un articolo de Ilfattoquotidiano.it, l'amministratore delegato ha rimarcato, commentando i numeri della semestrale, come l’Italia sia sotto tiro. "In Italia - ha detto Tavares - abbiamo avviato un dialogo costruttivo con i sindacati e quasi tutti hanno capito la portata della transizione energetica che Stellantis attraversa. Abbiamo spiegato che se manteniamo lo status quo ci mettiamo nei guai. Dobbiamo raggiungere gli obiettivi sulle emissioni di CO2, è un must. Accelerare sull’elettrificazione aumenta i costi del 40% che vanno ammortizzati. Siamo nella giusta direzione".

Una presa di posizione che non tranquillizza i sindacati, anzi. "Stellantis consolida i risultati finanziari ma è alta la preoccupazione per il futuro delle lavoratrici e dei lavoratori e degli stabilimenti in Italia. Come nel primo trimestre infatti i risultati positivi in Europa sono trainati principalmente dai modelli del marchio Peugeot e Opel. La situazione degli stabilimenti italiani di Stellantis invece è in netta controtendenza rispetto ai dati finanziari e sta determinando criticità anche per le metalmeccaniche e i metalmeccanici delle aziende della componentistica", avverte Michele De Palma, segretario nazionale Fiom-Cgil. A preoccuparsi è anche la Fim Cisl che, in documento, spiega che in stabilimenti come Cassino l’occupazione si è già ridotta di mille unità nell’ultimo anno e mezzo e giornalmente sono 500 i lavoratori in cassa integrazione. Anche a Pomigliano il 35% degli oltre 4mila dipendenti è in cassa a rotazione. E a Mirafiori si è appena conclusa l’ennesima tornata di cassa.

A trapelare sono anche i numeri dell'occupazione che fanno rabbrividire. Niente di ufficiale ma le tante voci che in questi mesi si sono rincorse nelle fabbriche parlano di 12.000 tagli di personale in arrivo da parte di Stellantis. Il sito Tag43.it fa riferimento a potenziali esuberi di personale nei poli produttivi italiani: Stellantis, secondo le indiscrezioni, avrebbe in cantiere un taglio netto, entro il 2024, con la fuoriuscita di 12.000 dipendenti, il 18% dei 66.000 oggi assunti come forza lavoro del gruppo in Italia. Le indiscrezioni sembrano piuttosto dettagliate, visto che si parla di esuberi che riguarderebbero 7.000 operai e 5.000 impiegati. Dodicimila peoccupati che, lo ricordiamo, sarebbero la metà del megataglio di quarant'anni fa orchestrato dall'allora amministratore delegato Cesare Romiti, che licenziò oltre 14 mila dipendenti scatenando storiche prese di posizione di lavoratori e sindacati, culminate con i 35 giorni di proteste dei lavoratori e con la Marcia dei Quarantamila dei colletti bianchi del 1980.

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