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Già finiti gli incentivi per auto elettriche e ibride

Il settore adesso lamenta le mancate immatricolazioni: si parla di 40 mila unità che potrebbero volatilizzarsi

Gli incentivi auto vanno via come il pane e ogni volta è la stessa storia: quando finiscono il mercato dell'auto piange miseria. Anche questa volta gli incentivi, partiti a inizio agosto con 350 milioni di Euro, sono già finiti, almeno quelli per l'acquisto di auto elettriche e le ibride plug-in: al momento, secondo quanto riporta l'Ansa, non è previsto un rifinanziamento. Sul portale del Mise restano a disposizione solo i fondi per i veicoli a benzina e diesel a basse emissioni di CO2.

Preso atto della fine delle risorse per elettriche e per le ibride, si passa a fare il conto delle perdite: le mancate immatricolazioni potrebbe arrivare fino a 40 mila, secondo Francesco Naso, segretario generale Motus-E, associazione che raggruppa gli stakeholder della mobilità elettrica. "Possiamo perdere 20-25 mila di veicoli di immatricolato elettrico e altri 15 mila di ibride plug-in: il rischio arriva a un totale di 40 mila veicoli - spiega Naso - C'è incertezza sul 2022, legata sia alla mancanza degli incentivi che ai problemi con le materie prime e i chip per l'industria; il rischio è che il mercato italiano possa non essere più appetibile".

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"La diffusione e il forte l'interesse per l'auto elettrica non va frustato - sottolinea Gian Primo Quagliano presidente del centro studi Promotor - La soluzione è che il governo adotti un provvedimento il prima possibile per rifinanziare il bonus per risolvere il problema per tutto il 2021. Oppure si potrebbe pensare a una soluzione intermedia che potrebbe essere quella di intervenire per splittare in due i 57 milioni ora sull'extra-bonus, e non utilizzabili senza attivare l'eco-bonus, così che possa esserci sia l'eco-bonus che l'extra-bonus. Anche se si tratta di risorse che andrebbero bruciate in pochissimo tempo".

"In tutta Europa gli incentivi funzionano e anche in Italia hanno funzionato - spiega Gianmarco Giorda, direttore Anfia - Ci auguriamo che nelle prossime settimane queste risorse vengano rimesse a disposizione magari prendendole dall'extra-bonus che ha 57 milioni, e che comunque non possono essere utilizzati, perché si tratta di un fondo complementare all'ecobonus; si potrebbero prendere 30-40 milioni, e sarebbe una soluzione tampone. Poi - prosegue Giorda - tra un paio di mesi si dovrebbe programmare con la legge di Bilancio andrebbero individuati incentivi per i prossimi due o tre anni, anche per agevolare la transizione ecologica dal momento che l'incentivo non è l'unico fattore ma è uno dei più importanti".

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