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Uber di nuovo condannata dal tribunale di Parigi

La Corte d'appello di Parigi infligge una batosta da 180 mila Euro in sede civile per aver violato le regole di mercato

Non c'è pace per Uber in Francia. La compagnia di taxi, condannata penalmente nel 2015 per pratiche commerciali ingannevoli, questa volta è nei guai con le autorità transalpine per una questione di materia civile. Uber France, infatti, è stata condannata venerdì scorso 10 settembre, dalla Corte d'appello di Parigi a pagare pagare 180.000 Euro a 910 tassisti e alla loro federazione.

Sul banco degli imputati, è salito questa volta il servizio UberPop nell'attività espletata tra febbraio 2014 e luglio 2015, periodo nel quale, secondo il tribunale, il servizio ha permesso agli utenti di essere messi in contatto con veicoli i cui conducenti erano privati, non titolari di una patente di taxi o Vtc, Véhicule de tourisme avec chauffeur, praticamente il nostro noleggio con conducente.

Venerdì un tribunale francese ha ordinato a Uber di pagare i danni ai tassisti la cui attività ha sofferto l'attività di questi "concorrenti senza licenza". Detta in soldoni, questa volta Uber, tramite la piattaforma UberPop, metteva in contatto clienti e conducenti senza licenza. L’attività, commercializzata come car sharing, ha suscitato l’ira dei tassisti professionisti, i quali si sono detti convinti che il nuovo servizio del concorrente privato, con tariffe a basso costo, minacciasse da vicino il loro business e, di conseguenza, mettesse in pericolo i loro mezzi di sussistenza.

La corte ha dato ragione ai taxisti e, dunque, ha stabilito che Uber ha violato le regole del mercato e "ha causato danni morali, inclusi danni all'immagine e alla reputazione dei tassisti". In particolare, i giudici hanno sostenuto che i conducenti dei taxi non professionisti di Uber, proprio perché sono tali, non hanno l'onere, che invece hanno i professionisti, di pagarsi la formazione e nemmeno quello di acquisire una licenza di taxi, che a Parigi può costare più di 100.000 euro: per questo i taxisti non professionisti di Uber possono ridurre i prezzi delle loro corse in taxi. Nella sua decisione sulla causa civile venerdì, la corte ha ritenuto che spacciare conducenti non addestrati come professionisti danneggia l’immagine e la reputazione di tassisti autorizzati.

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Per tutto questo, la Corte d'Appello di Parigi ha condannato Uber a pagare, in dettaglio, 200 Euro per danni non patrimoniali a 910 tassisti e 5.000 Euro all'unione delle società cooperative di tassisti nella regione di Parigi. A nulla è valsa la tattica della difesa di Uber, secondo cui la piattaforma non utilizza conducenti senza licenza in Francia dal 2015: ora i conducenti devono sostenere gli stessi test dei tassisti con licenza, dicono da Uber.

"È un'ottima decisione - sottolinea Christophe Jacopin, presidente del sindacato dei taxi - Impedirà ad altre piattaforme di effettuare trasporti illegali. Non si tratta solo di spoliazione nei confronti di chi esercita legalmente questa professione - prosegue Jacopin - ma anche nei confronti dei passeggeri in pericolo. Quando vieni trasportato da una persona media, senza assicurazione, metti in pericolo la vita delle persone", conclude Jacopin.

Non è la prima volta, dicevamo, che Uber, tramite il serviio UberPop, subisce il giudizio del tribunale francese. Già nel dicembre 2015 Uber France aveva perso il ricorso contro un verdetto di colpevolezza emesso da un tribunale penale per pratiche commerciali ingannevoli: all'epoca era stata condannata a pagare una multa di 150.000 Euro.

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