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Trieste è ufficialmente Porto franco internazionale

Confetra: "Dopo anni di trattative la risoluzione è stata approvata in Senato"

Dopo anni è fatta: il porto di Trieste è ufficialmente Porto franco internazionale. A esprimere soddisfazione sono un po' tutti gli operatori portuali. A partire da Confetra Friuli Venezia Giulia, confederazione regionale delle categorie degli spedizionieri internazionali, terminalisti, agenti marittimi e spedizionieri doganali secondo cui cui è stato raggiunto in senato, pochi giorni fa, un "risultato storico". È di pochi giorni fa, infatti, l’approvazione della risoluzione del Senato, proposta da Tommaso Nannicini in qualità di relatore, che permetterà ora di avviare l’interlocuzione con le istituzioni europee per chiarire nel merito l’applicazione dello speciale status del Porto di Trieste.

"Dopo anni di approfondimenti tecnici sullo speciale regime e di convincimento della politica regionale e nazionale, ora siamo al dunque", scrive in una nota Confetra. Un "particolare ringraziamento" viene rivolto al Consigliere regionale Claudio Giacomelli "che ha raccolto la nostra istanza - fanno sapere da Confetra - per l’audizione in consiglio regionale tenutasi nel luglio 2020, approvata all’unanimità dei gruppi consiliari presenti in Aula". Tale importante supporto politico locale, dicono ancora da Confetra, "ci ha permesso di alzare ulteriormente l’asticella". Con il lavoro e il supporto congiunti di Tatjana Rojc e di Tommaso Nannicini, entrambi membri del senato, prosegue Confetra, "l’8 giugno scorso abbiamo potuto illustrare alla Commissione per le politiche europee del Senato della Repubblica quale sia il potenziale della corretta applicazione del regime di Porto franco internazionale".

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"Anni di duro lavoro e di approfondimenti sul concetto di extradoganalità del nostro Porto (perché noi lo scriviamo con la maiuscola), lontani dai riflettori, ci hanno portati come mai prima d’ora ad un passo dal vedere correttamente riconosciuta la possibilità di sviluppare anche insediamenti industriali nei punti franchi", scrive ancora Confetra.

"Come imprenditori - prosegue la confederazione nella nota - ora chiediamo unità e coerenza a tutte le forze politiche per potere finalmente dare ulteriore valore aggiunto alle merci che ogni giorno le nostre Imprese muovono con professionalità e dedizione. Il Porto franco è un asset competitivo e di sviluppo occupazionale per la città di Trieste, la nostra regione e per l’intero Paese".

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