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directions_carL'industria automotive italiana viaggia a due velocità

Anfia: a settembre positivo la produzione (+19,7%) negativi gli accessori (-21,5%)

È un bilancio in chiaroscuro quello relativo all’industria automotive italiana. Secondo i dati Anfia, l'Associazione nazionale filiera industria automobilistica, a settembre il saldo della produzione di auto è positivo rispetto allo stesso mese 2019, in rialzo del 19,7%. Negativo, invece il bilancio del settore fabbricazione di parti, accessori e motori ,che perde il 21,5%. L'aggregato dei due dati mostra che, a settembre 2020, la produzione dell’industria automotive italiana registra un calo del 4%, mentre crolla del 30,9% a guardare il bilancio dei primi nove mesi del 2020. Secondo i dati dei vari comparti produttivi del settore, l’indice della fabbricazione di autoveicoli riporta la terza variazione positiva consecutiva su base annua, con +19,7% di settembre 2020, ma perde il 28,2% nel cumulato 2020 rispetto al 2019. Il settore della fabbricazione di carrozzerie per autoveicoli, rimorchi e semirimorchi torna in flessione a doppia cifra sia nel mese (-29,2%) che nel cumulato (-30,7%), e il segmento della fabbricazione di parti e accessori per autoveicoli e loro motori diminuisce del 21,5% nel mese e del 34,2% nel cumulato. Secondo i dati preliminari di Anfia, a settembre 2020 la produzione di autovetture in Italia registra un altro forte segnale di recupero, con un +36%, e riduce la flessione da inizio anno a -34,5% rispetto al 2019. La produzione totale di autoveicoli cala del 29%, tra gennaio e settembre 2020, con il 68% dei veicoli prodotti destinato all’estero.

Per il settore automotive nel suo complesso, gli ordinativi registrano un aumento tendenziale del 13,5% ad agosto, grazie a una componente interna in crescita a doppia cifra (+38,3%), mentre la componente estera cala del 7,9%. Nei primi otto mesi del 2020, gli ordinativi calano del 24,9%, con la componente interna in ribasso del 24,5% (-25,5% i mercati esteri); per le parti e accessori per autoveicoli e loro motori, invece, gli ordinativi registrano un decremento del 4,3% ad agosto (-6,2% per il mercato interno, -2,9% per il mercato estero), e del 25% nel cumulato (-28,4% mercato interno e -22,2% mercato estero). Il 57% della produzione domestica è destinato all’export: ad agosto 2020 (ultimo dato disponibile), tale voce vale 960 milioni di euro, l’8% in più rispetto allo stesso mese del 2019, pari al 3,5% del totale esportato, mentre l’import vale 1,14 miliardi di euro (-25%) e il 4,8% del totale importato in Italia. Gli Stati Uniti sono, per valore, il primo Paese di destinazione dell’export di autoveicoli, con una quota del 20%: dietro ci sono la Germania, al 15,5%, e la Francia al 15%.

Il fatturato del settore automotive presenta una variazione negativa del 6,9% ad agosto (-1,3% il fatturato interno e -12,6% quello estero): nei primi otto mesi del 2020, il fatturato cala del 30,2% (-32,4% l’interno, -27,5% l’estero). Per parti e accessori per autoveicoli e loro motori, il fatturato presenta un decremento del 5,9% nel mese di agosto, (-1,3% la componente interna e -8,7% la componente estera): nei primi otto mesi del 2020 l’indice registra una flessione del 26,8%, con una componente interna in diminuzione del 30,4% (-23,8% il fatturato estero). "È incoraggiante che, per il terzo mese consecutivo, l'indice della fabbricazione di autoveicoli risulti in crescita su base annua, come continua a evidenziare anche la tendenza al recupero della produzione italiana di autovetture, in crescita a doppia cifra nel mese portando la contrazione da inizio anno al 34,5%. Rimane purtroppo in pesante flessione l'indice della fabbricazione di parti e accessori per autoveicoli e loro motori", commenta Gianmarco Giorda, direttore di Anfia.