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Genova cambia con il tunnel sotto il porto

Prende forma il Waterfront. 700 milioni da Aspi per un progetto atteso decenni

"Renzo Piano è sempre stato chiaro: il quartiere dovrà vivere giorno e notte, tutti i giorni, fra lavoro, tempo libero e sport. Ci saranno uffici, appartamenti, servizi, spazi di svago. È ciò che una città fa per riappropriarsi dei suoi spazi". Comincia a prendere forma, almeno nelle parole dell'assessore al Bilancio e lavori pubblici, Pietro Piciocchi, il nuovo quartiere che sorgerà sulle aree ex Fiera.

In un'intervista a Repubblica Genova, Piciocchi sgrana il rosario delle date: residenze e palasport saranno pronti nel 2023, tutto il Waterfront nel 2024. Ma il progetto è ben più articolato. Addirittura ha ritrovato un progetto di cui si parla da decenni ma che pareva ormai dimenticato: quello del tunnel sotto il porto. L'atto transattivo fra Aspi e ministero delle Infrastrutture assegna 1,4 miliardi di Euro alla Liguria, metà dei quali proprio per il tunnel.

E la mitica sopraelevata, croce e delizia dei genovesi, che fine farà? "Andremo a intervenire su più ambiti - risponde Piciocchi - Intanto posizioneremo delle barriere anti-rumore da piazzale Kennedy alla Batteria Stella e poi interverremo sulla riqualificazione della sopraelevata. Il progetto Aspi assegna i fondi per il tunnel che pensiamo di far uscire non a piazzale Kennedy, perché ora c'è il Waterfront, ma in via delle Casaccie: da qui partirà uno svincolo che da una parte porta in piazza Dante e dall'altra a Levante. II progetto Aspi ci porta a intervenire su quel tratto di Sopraelevata, ma l'infrastruttura resterà, una volta riqualificata".

In parallelo, si sta studiando insieme all'autorità portuale uno dei temi più cari all'architetto Renzo Piano: la connessione fra il Waterfront e il Porto Antico. La soluzione indicata da Palazzo San Giorgio, sede dell'Adsp Mar Ligure Occidentale, riguarda il percorso che dai Magazzini del Cotone raggiunge Calata Gadda, passando alle spalle della Capitaneria di Porto.

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Sarà, questa, una tappa fondamentale di un percorso ciclo-pedonale che mira a unire senza soluzione di continuità la Lanterna a Boccadasse. Da qui, attraverso la nuova passeggiata prevista in corso Italia, si arriva fino a piazzale Kennedy, che diventerà sia parcheggio di interscambio sotterraneo, sia parco urbano, il più grande di Genova, con 16.000 m2 di verde. Si entra poi nel quartiere fieristico che verrà attraversato a piedi fino a raggiungere il Porto Antico.

"Con l'authority stiamo ragionando sull'utilizzo di un'area limitrofa al porto, di loro competenza, da destinare a uso pubblico -sottolinea Piciocchi- Sto parlando della passeggiata che dalla Stazione Marittima conduce fino al terminal Traghetti. Un tempo era aperta, poi è stata chiusa per ragioni di sicurezza ma sarebbe fondamentale recuperarla. Attraverso i fondi Pinqua, poi, abbiamo 20 milioni di Euro disponibili per intervenire su Tabarca e Metelino, i due edifici posizionati ad ovest del Museo del Mare, superando così quella cesura che abbiamo adesso all'altezza dell'Agenzia delle Dogane. A questo punto, superando il Terminal Traghetti con un percorso in sicurezza, si può arrivare direttamente alla Lanterna".

Il cronoprogramma prevede, per il prossimo anno, nuovi spazi a terra e a mare per il Salone messi a disposizione di Confindustria Nautica: ad aprile, infatti, sarà concluso il canale. "Stiamo per andare in gara sui tre ponti di collegamento con il padiglione B -aggiunge Piciocchi- Tre ponti sofisticati, i primi due mobili, uno levatoio pedonale e uno levatoio carrabile. Quello principale, fisso, a cinque metri dall'acqua, dovrà sopportare i grossi carichi dei bilici".

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