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Trasporto pubblico, chi controlla i Green pass?

Sindacati in allarme: troppi problemi sull'applicazione delle nuove norme mobilità

L'avevano detto in tanti: l'entrata in vigore delle nuove norme sulla mobilità che estendono il Green pass al trasporto ferroviario regionale e interregionale e al trasporto pubblico locale avrebbe comportato parecchi problemi. Soprattutto, per il trasporto pubblico locale, problemi di applicabilità. Un esempio pratico: chi controlla le certificazioni?

A schierarsi apertamente sono i sindacati che chiedono chiarezza: le nuove norme approvate dal Consiglio dei ministri, dicono i sindacati, devono essere regolamentate perché non sono subito applicabili al settore della mobilità.

"Il governo ci dica come avverranno le verifiche, con quale personale, visto che non ci sono sufficienti controllori -sottolinea Maria Teresa De Benedictis, segretaria nazionale della Filt Cgil- E non può ricadere tutto sul capotreno o sull'autista perché parliamo di mezzi ad alto affollamento. Noi riteniamo che la verifica debba essere fatta all'acquisto del titolo di viaggio, proprio per non esporre il personale ad alterchi e aggressioni a bordo del mezzo".

Questo significa che tabaccai ed edicolanti dovranno verificare il passaporto vaccinale dei viaggiatori quando vendono il biglietto dell'autobus, mentre per la metropolitana si potrebbe aggiornare il meccanismo elettronico dei tornelli per renderlo in grado di leggere anche il Qr code del Green Pass, oltre al codice a barre delle tessere.

Sui treni regionali il controllo della certificazione verde sembra più semplice: basta adeguarsi a quello che già fa il capotreno sui treni ad alta velocità dove ha la responsabilità di verificare sia il titolo di viaggio che il lasciapassare anti covid.

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"Sui treni regionali c'è un'alta affluenza e un capotreno non può fare tutto da solo -sottolinea De Benedictis- Le aggressioni sono all'ordine del giorno, dobbiamo evitare altre occasioni di conflitto". Dovrebbe essere la piattaforma online di Trenitalia, secondo la sindacalista, a trovare un modo per acquisire il Green pass prima di vendere il biglietto.

Diversa la questione dei controlli. "Spettano alle forze dell'ordine, penso a delle squadre che salgono alle fermate e fanno gli accertamenti -spiega De Benedictis- Si può immaginare anche un servizio di vigilanza privata a supporto dell'azienda".

Luigi Ciraci della Filt Cgil Lombardia invoca prudenza. "Aspettiamo i testi perché nelle bozze l'estensione a bus e metro non è previsto, si parla solo di treni regionali -dice Ciraci- Una cosa è certa: il governo deve spiegare se i controlli saranno a campione perché sugli autobus è impossibile accertare il Green pass di tutti i passeggeri".

Un altro tema è il rischio che si rallenti il servizio. "Se sulle metro il controllo è fattibile perché ci sono i tornelli, sui bus è ancora un'incognita -sottolinea il segretario della Filt Cgil di Roma e Lazio, Eugenio Stanziale- Occorre pianificare bene per non penalizzare i tempi del servizio. Se i controlli saranno ad appannaggio delle forze dell'ordine, ci sarà tutta la nostra collaborazione, l'importante è condividere le modalità".

Marino Masucci della Fit Cisl annuncia la richiesta di un incontro con il prefetto. "Questo per capire le linee guida che metteranno in campo le forze dell'ordine a tutela dei lavoratori -dice Masucci- Siamo preoccupati che si possa creare una situazione di forte criticità. Già l'obbligatorietà delle mascherine aveva prodotto numerose aggressioni agli autisti che controllavano. Non vorremmo che i mezzi di trasporto possano essere luoghi di conflittualità".

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