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Google maps, un'app per le colonnine elettriche

Disponibile la mappa dei 26.000 punti di ricarica pubblica sul territorio italiano

Molto importante investire

Quello delle colonnine di ricarica per le auto elettriche sta diventando un problema. Sono poche, si dice, e distribuite dove non si sa. Per chi si mette in auto (elettrica) non è roba da poco. Per questo, per dare una mano sulla distribuzione delle colonnine si stanno muovendo in tanti. Ultimo in ordine di tempo è Google maps, su cui è disponibile la mappa delle oltre 26.000 colonnine di ricarica pubblica sul territorio italiano. Con Google maps si può trovare una colonnina di ricarica anche da pc o da cellulare, localizzando il punto di ricarica più vicino sul proprio tragitto.

Non è un aiuto da poco, visto che comunque, secondo le rilevazioni Motu-E, in Italia al 31 dicembre 2021 ci sono 26.024 punti di ricarica e 13.233 infrastrutture (stazioni o colonnine) in 10.503 punti pubblici. Le infrastrutture sono collocate per il 79% su suolo pubblico, mentre per il restante 21% su suolo privato ad uso pubblico, ad esempio supermercati o centri commerciali. Per individuarle ci sono app dedicate, come Enel X (JuicePass) o Next Charge.

Adesso gli utenti di Google hanno a disposizione la nuova mappa dettagliata delle colonnine per auto elettriche sia in città che fuori dai centri abitati: sulla mappa di Google per le auto elettriche sono riportate anche la tipologia, il gestore, il numero di porte disponibili e la velocità di ricarica.

La mappa di Google è consultabile sia da smartphone che da pc. La mappa delle colonnine per auto elettriche si può consultare digitando nel form di ricerca dell’app le parole chiave: "colonnine elettriche" o "stazioni di ricarica ev".

Anas Anas

A questo punto appariranno tutti i dispositivi rilevati in quella zona e si possono ordinare secondo la distanza o gli orari di apertura. Attraverso l’app si può lasciare anche un commento e recensire quella colonnina: praticamente come si fa su Tripadvisor per i ristoranti.

Rispetto al 2020 i punti di ricarica sono cresciuti di 6.700 unità in un anno, da dicembre 2020 a dicembre 2021, in rialzo del 35%, mentre le infrastrutture di ricarica sono aumentate di 3.514 unità (+36%). Di quelle presenti sul territorio italiano, il 13% risulta attualmente non utilizzabile dagli utenti finali. Perché? Semplicemente perché non sono collegate. In termine più burocratico, gli operatori dicono dicono che "non è stato possibile finalizzare il collegamento alla rete elettrica da parte del distributore di energia o per altre motivazioni autorizzative".

In termini di potenza, il 94% dei punti di ricarica è in corrente alternata (AC), mentre il 6% in corrente continua (DC). Inoltre, il 17% dei punti sono a ricarica lenta (con potenza installata pari o inferiore a 7 kW), il 77% a ricarica accelerata o veloce in AC (tra più di 7 kW e 43 kW), un 4% fast DC (fino a 50 kW) e le restanti ad alta potenza, di cui l’1% fino a 150 kW e l’1% oltre 150 kW.

Dove sono le ricariche? Il 57% circa è nel Nord Italia, il 23% nel Centro mentre solo il 20% nel Sud e nelle Isole. Il 34% nei capoluoghi di provincia e il restante negli altri comuni. A livello regionale, la Lombardia con 4.542 punti è la regione italiana con più colonnine di ricarica e da sola possiede il 17% di tutti i punti. Seguono, nell’ordine, Lazio e Piemonte con il 10% a testa, Veneto ed Emilia-Romagna al 9% e la Toscana all’8%. Le sei regioni complessivamente coprono il 65% del totale dei punti in Italia e continuano a crescere a un ritmo costante.

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