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Fincantieri conquista il porto di Otranto

La nuova proprietà investe 200 milioni di Euro e punta ai maxi yacht in arrivo

Importante prima pagina

Sono due giganti come Fincantieri e Cimolai ad avere concluso l’acquisto del ramo core di Condotte nel porto di Otranto. A questo punto, il porto turistico esterno di Otranto appartiene ufficialmente a Fincantieri: la nuova proprietà punta a ospitare clienti facoltosi, con maxi yacht in arrivo. Si tratta di un'operazione di alta finanza che prevede investimenti per 200 milioni di Euro, di cui 50 milioni per il Marina di Otranto.

Bastano queste poche note per capire l'entità dell'operazione che è stata conclusa nei giorni scorsi, a ridosso delle festività della Befana: nella calza di Fincantieri, appunto, il Porto turistico esterno di Otranto che diventa ufficialmente del grande gruppo italiano. La notizia è trapelata subito dopo la firma presso il Ministero dell’Economia della cessione del ramo d’azienda giudicato più produttivo.

"La notizia non mi è stata ancora comunicata in maniera ufficiale anche se ho visto la pubblicazione della stessa su quotidiani nazionali -sottolinea il sindaco di Otranto, Pierpaolo Cariddi- È ovvio che si tratta di una prospettiva di sviluppo enorme per l'intero Salento perché parliamo dello stesso gruppo che, in meno di un anno, ha ricostruito il ponte di Genova".

Il porto subirà un cambiamento radicale. Innanzitutto dei 450 posti previsti per imbarcazioni dai 15 ai 30 metri e dei 50 posti previsti per quelle da oltre 40 si sta passando a un totale ribaltamento. Si prevedono, infatti, più barche grandi (etica 200) e meno di dimensioni medie (50). Questo per avvantaggiare il mercato dei charter sail e a motore che vede Grecia, Montenegro, Albania come mete privilegiate, con Otranto al centro per fare da hub per tale traffica. Si tratta di un mercato in continua espansione con passeggeri in grado di pagare dai mille ai 10.000 Euro al giorno per navigare con tutti i comfort.

In più, Fincantieri sembra puntare a una cantieristica "leggera" che permetta ai maxi yacht di avere l'approdo e la piccola manutenzione in porto vicinissimo alle mete estive quali le isole greche o le coste montenegrine.

Inoltre, approvato con lo Sblocca Italia, c'è tutta la trasformazione del comparto a terra dell'area intorno all'istituto Alberghiero di Otranto: la zona era stata già da anni opzionata da Condotte ed è oggi nella disponibilità di Fincantieri: qui sorgerà un polo di residence di lusso e servizi collegati al Marina. In pratica, una sorta di nuovo villaggio turistico di lusso, collegato al porto turistico e, quindi, al mare.

La storia del porto di Otranto ha subito una sterzata a giugno scorso, quando i commissari del gruppo Condotte (Giovanni Bramo, Gianluca Piredda e Matteo Uggetti) hanno richiesto la concessione cinquantennale per lo specchio acqueo alle spalle del porta di Otranto per realizzare il nuovo porto turistico. Il rilascio della concessione è avvenuto a fine estate: da allora nulla si è frapposto al trasferimento della concessione al muovo acquirente. Così, il 22 dicembre 2021, presso il Ministero dello Sviluppo Economico, è stato trasferito il blocco di 12 progetti considerati portatori di una grande prospettiva di sviluppo tra cui la Città della Salute di Sesto San Giovanni, la Darsena di Livorno e, appunto, il Porto di Otranto.

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