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2022, anno della mobilità elettrica

In crescita i sistemi per la Mobility as a Service: colonnine di ricarica, prima di tutto

Il 2022 sarà l’anno delle grandi trasformazioni nel settore della mobilità e dell’automotive. Secondo le ultime analisi, prima fra tutti quelle presentate da Kantar al Mobility Futures 2030, il nuovo anno vedrà una netta crescita dei sistemi digitali a supporto della MaaS, la Mobility as a Service, ovvero la sempre maggiore diffusione di tutti quegli strumenti a supporto della “mobilità come servizio”: l’importante è, per l’utente, che si tratti di un trasporto tanto green quanto efficiente in termini di qualità di servizio. 

Quest'anno, secondo gli studi, vedremo affermarsi il ruolo di diversi player dei settori dell’energia e dell’automotive, grandi e piccoli: assisteremo anche alla convergenza tra le loro soluzioni per uno sviluppo innovativo e flessibile dei sistemi di mobilità non solo nelle aree urbane. 

In Italia, ad esempio, Eni dalla fine del 2021 sta già lavorando alla trasformazione delle proprie stazioni di servizio in un’ottica di supporto alla mobilità elettrica e per l’offerta di nuovi servizi al cliente connessi non soltanto alla sfera della mobilità. Nell'ambito di una logica di ripensamento del trasporto urbano ed extraurbano, Eni ha scelto di trasformare le proprie Eni Live Station da stazioni di servizio in “mobility point”: centri dedicati alla mobilità, soprattutto elettrica, alla persona e alla vettura. Questo favorirà anzitutto la conversione delle aree di rifornimento in spazi multiservizio: tramite app e colonnine attive h24 con i servizi interamente gestiti in cloud per tutte le 4.000 stazioni di servizio, potranno essere effettuati i pagamenti di bollettini e altri servizi postali, ma anche l’offerta in app di servizi specifici riservati al singolo cliente e nuovi servizi tramite telepass anche per i pagamenti cashless. 

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Questi ambienti “ibridi” inoltre consentiranno l’interscambio tra diversi servizi di mobilità, in particolare per l’uso del carsharing Eni Enjoy il cui parco vetture sta progressivamente diventando full electric. La congiunzione tra gli Eni mobility point e il car sharing di Eni sta favorendo anche lo sviluppo delle colonnine elettriche per la ricarica fast e ultrafast e la diffusione di sistemi di ricarica per l’idrogeno (grazie alla partnership con Air Liquide) e sistemi di battery swapping, grazie alla partnership con XEV cars. Ma non c'è solo Eni in campo. Se il Cane a sei zampe rappresenta il gigantismo, ci sono tutta una serie di aziende, più piccole o frutto di joint-venture, che si lanciano sul mercato per spartirsi (giustamente) la torta. Una di queste è Ionity, la joint-venture di Bmw, Daimler, Ford e VW per le colonnine di ricarica. 

Ionity ha annunciato da tempo l'installazione di oltre mille stazioni di ricarica entro il 2025 (dalle attuali 400), passando dunque da 1.500 a circa 7mila colonnine sul territorio. Le future stazioni di ricarica disporranno da sei a dodici colonnine: gli oltre mille punti di ricarica Ionity previsti entro il 2025 saranno installati non solo sulle autostrade europee, ma anche nei pressi delle grandi città e lungo le strade più trafficate. Con il progetto di punta, chiamato Oasis,l'azienda punta ad aumentare sia la convenienza che il servizio: per farlo, la società intende comprare altre aree dove allestire impianti di ricarica con servizi di ristorazione e negozi annessi.

Un altro vantaggio, garantito questa volta con lo Ionity Passport, è la tariffa agevolata. A fronte del pagamento di un canone mensile, l'utente elettrico può rifornire presso tutte le stazioni Ionity, a un costo inferiore a quello standard: parliamo di 17,99 Euro al mese per un costo a kWh di 0,35 Euro. 

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