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directions_cartraindirections_boatDisegno di legge finanziaria, 40 milioni al trasporto pubblico e quasi 80 ai porti

Dai 400 milioni per il covid, ai 5 milioni l'anno fino al 2034 per le merci ferroviarie ai 50 milioni in 4 anni per la mobilità sostenibile

Ferrovie dello Stato Italiane

Il Consiglio dei ministri ha approvato il testo della legge di bilancio. Ha un valore di circa 38 miliardi di euro. Il testo riscende a 228 articoli con 237 pagine (il testo datato sabato sera consisteva invece di 248 articoli e 204 pagine). La manovra, che aveva ricevuto un via libera salvo intese circa un mese fa, è ora attesa a breve in Parlamento. Nel documento sono previsti nuovi stanziamenti per il piano vaccinale anti covid-19 e altre misure per cercare di risollevare l’Italia dalla crisi economica e sanitaria della pandemia nel triennio 2020-2022. Tra le misure che saltano all'occhio, per fronteggiare l'emergenza covid, l’istituzione di un fondo da 400 milioni di euro nel 2021 per comprare vaccini e farmaci per la cura dei malati di Covid-19, il cui acquisto e distribuzione sarà in mano al commissario Domenico Arcuri. Sempre nel 2021, verranno inoltre stanziati 2 miliardi in più per l’edilizia sanitaria. Il ddl di bilancio conferma inoltre il blocco dei licenziamenti e la proroga della cig fino al 31 marzo. Prorogate l'Ape sociale e Opzione donna. Proroga inoltre del bonus natalità per il 2021 e, da luglio, assegno unico per i figli fino a 21 anni di età.

Tra le misure che riguardano i trasporti e la mobilità, l'articolo 118 (Disposizioni in materia di servizi di trasporto di persone su strada mediante autobus) prevede l'istituzione presso il ministero delle infrastrutture e dei trasporti un fondo destinato a "compensare i danni subiti dalle imprese esercenti i servizi di trasporto di persone su strada mediante autobus e non soggetti a obblighi di servizio pubblico, in termini di minori ricavi registrati, in conseguenza dell’adozione delle misure per contrastare l’emergenza da covid-19, nel periodo dal 23 febbraio 2020 al 31 dicembre 2020 rispetto alla media dei ricavi registrati nel medesimo periodo del precedente biennio". Il fondo avrà una dotazione di 20 milioni di euro per il 2020 e di altri 20 milioni nel 2021.

L'art 119 (Disposizioni in materia di porti e di trasporti marittimi), anche in questo caso, prevede la costituzione di un fondo presso il Mit con una dotazione di 10 milioni di euro per il 2020 e da 68 milioni per il 2021, Il fondo è destinato: nel limite di 5 milioni di euro per il 2020 e nel limiti di 63 milioni per il 2021, "a compensare le autorità di sistema portuale, anche parzialmente, dei mancati introiti, in particolare derivanti dai diritti di porto, dovuti al calo del traffico dei passeggeri e dei crocieristi collegato agli effetti conseguenti all’adozione dei provvedimenti legislativi a tutela della salute pubblica". Il fondo, inoltre andrà a "compensare, anche parzialmente, le imprese di navigazione operanti con navi minori nel settore del trasporto turistico di persone via mare e per acque interne che dimostrino di aver subito, nel periodo compreso tra il 1° febbraio 2020 e il 31 luglio 2020, una diminuzione del fatturato pari o superiore al 20% del fatturato registrato nel medesimo periodo dell'anno 2019". Inoltre, è previsto, in considerazione dei danni subiti dal settore del trasporto marittimo a causa del covid 19 e "al fine di salvaguardare i livelli occupazionali e la competitività ed efficienza dei collegamenti combinati passeggeri e merci via mare", l’incremento della dotazione del Fondo (stabilita in 50 milioni di euro dalla disposizione vigente) con una ulteriore dotazione di 20 milioni di euro per il 2021. la nuova dotazione, spiega la relazione illustrativa del del disegno di legge, è volta "a compensare le imprese armatoriali che operano con navi di bandiera italiana, iscritte nei registri alla data del 31 gennaio 2020, impiegate nei trasporti di passeggeri e combinati di passeggeri e merci via mare, anche in via non esclusiva, per l’intero anno, con riferimento alla riduzione dei ricavi tariffari relativi ai passeggeri trasportati nel periodo dal 23 febbraio 2020 al 31 dicembre 2020 rispetto alla media dei ricavi registrata nel medesimo periodo del precedente biennio".

Per quanto concerne i terminal portuali, anche in questo caso il disegno di legge prevede l'istituzione al Mit di un fondo con una "dotazione iniziale di 20 milioni di euro" per il 2021, destinato a compensare la riduzione dei ricavi per decremento passeggeri sbarcati e imbarcati nel periodo dal 23 febbraio 2020 al 31 dicembre 2020 rispetto alla media dei ricavi registrata nel medesimo periodo del precedente biennio. Il comma 6, infine, una compensazione per le imprese titolari di concessioni demaniali.

L'articolo 120 (Disposizioni in materia di trasporto ferroviario merci) autorizza la spesa 5 milioni di euro annui dal 2021 al 2034 "al fine di sostenere le imprese detentrici e noleggiatrici di carri ferroviari merci, nonché gli spedizionieri ed operatori del trasporto multimodale limitatamente all’attività relativa ai trasporti ferroviari, per gli effetti economici subiti direttamente imputabili all’emergenza covid-19 registrati a partire dal 23 febbraio 2020 e fino al 31 dicembre 2020 in relazione alle attività effettuate sul territorio nazionale". Con l'articolo 121 vengono introdotti il ferrobonus e il marebonus. La disposizione, infatti, prevede "ulteriori risorse, pari complessivamente a 50 milioni di euro per il 2021, a 38,5 milioni di euro per il 2022 e di 43,5 milioni di euro per il 2023 , per finanziare sia il cosiddetto marebonus (finanziato con 25 milioni di euro nel 2021, 19,5 milioni nel 2022 e 21,5 milioni nel 2023) e il ferrobonus (con 25 milioni di euro nel 2021, 19 milioni nel 2022 e 22 milioni nel 2023).

Rimanendo in tema di ferrovie, l'articolo 122 prevede una serie di "misure di sostegno al settore ferroviario", la prima delle quali viene attuata per "sostenere le imprese che effettuano servizi di trasporto ferroviario di passeggeri e merci non soggetti a obblighi di servizio pubblico". Queste, per gli effetti economici subiti direttamente imputabili all’emergenza covid registrati a partire dal 1° gennaio 2021 e fino al 30 aprile 2021, viene esteso "fino al 30 aprile 2021 l’indennizzo già previsto per i servizi ferroviari a mercato di passeggeri e merci", stanziando 30 milioni di euro per gli anni dal 2021 al 2034. ancora. sempre l'articolo 122 comma 5, sempre per sostenere la ripresa del traffico ferroviario, autorizza "la spesa di 20 milioni per il 2021 e 10 milioni di euro per ciascuno degli anni dal 2022 al 2034 a favore di Rete Ferroviaria Italiana". Lo stanziamento, dice la relazione illustrativa, "è dedotto da Rete Ferroviaria Italiana dai costi netti totali afferenti ai servizi del pacchetto minimo di accesso al fine di disporre, dal 1° gennaio 2021 e sino al 30 aprile 2021", di una riduzione del canone per l’utilizzo dell’infrastruttura ferroviaria per i servizi ferroviari passeggeri non sottoposti ad obbligo di servizio pubblico e per i servizi ferroviari merci.

L'articolo 125 contiene le "misure per la promozione della mobilità sostenibile" e contempla un contributo da 20 milioni di euro annui, dal 2021 al 2023, e da 30 milioni di euro annui dal 2024 al 2026, per incentivare veicoli elettrici o ibridi nuovi di fabbrica, di potenza inferiore o uguale a 11 kW, delle categorie L1 e L3.