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directions_cardirections_boatI sindacati contro i nuovi varchi portuali automatizzati al porto di La Spezia

Dura presa di posizione di Trasportounito sul progetto presentato senza consultare gli addetti ai lavori

Come lo smart working, probabilmente nella maggioranza dei casi, si traduce in un disarmonico lavoro da casa, anche gli smart gate, cioè i varchi portuali automatizzati promessi per il 2021 nel porto di La Spezia, minacciano di risolversi in un flop. E, quel che è peggio, di non incidere in modo decisivo sul problema delle attese. È Giuseppe Tagnochetti, responsabile di Trasportounito per la Liguria, a esprimersi in modo pesantemente critico sul metodo e sui contenuti dell’iniziativa lanciata nel porto ligure da Autorità di sistema portuale del mar Ligure orientale, Lsct, spedizionieri, agenti marittimi e doganalisti.

"Il provvedimento annunciato sugli smart gate parte con il piede sbagliato - dice Tagnocchetti - Premetto che ritengo curioso adottare decisioni che impattano su una categoria, nel caso l’autotrasporto, considerandola alla stregua di un convitato di pietra, con una totale assenza almeno di consultazione preventiva". Secondo il coordinatore di Trasportounito, è profondamente illusorio e fantasioso pensare che il problema delle code interminabili (3 ore di semaforo rosso) a cui devono sottostare ogni giorno gli autotrasportatori si risolva con la promessa (in calendario nel 2021) di realizzare un progetto di automazione dei varchi. Un progetto che non coinvolge nella sua elaborazione le imprese del trasporto su gomma.

"Il problema della semplificazione e dematerializzazione documentale - sottolinea Tagnochetti - è certo importante ma assolutamente secondario rispetto alla vera causa delle code agli Stagnoni. Le code sono la conseguenza dell’organizzazione del terminal, della precedenza accordata sempre e comunque alle necessità prioritarie di navi e treni. E sono anche colpa della limitata operatività degli organici interni del terminal, ridimensionati dalla cassa integrazione”. Queste attese in coda, secondo il coordinatore di Trasportounito, rappresentano un danno enorme per la produttività e per l'economia delle imprese di autotrasporto. “Il problema - dice Tagnocchetti - deve essere affrontato con grande concretezza e da chi, ogni giorno, affronta e paga il conto danni delle code".

È anche il caso di ricordare, fa notare Trasportounito, come da un anno si discuta di questo problema al tavolo nazionale dei contenitori: adesso la questione è arrivata anche nella cabina di regia in Uirnet, la piattaforma logistica nazionale, organismo di diritto pubblico, soggetto attuatore unico del ministero delle Infrastrutture e dei trasporti. Non è tutto. Non è più accettabile, dicono da Trasportunito, la logica in base alla quale ogni terminal e ogni bacino portuale stabilisce in modo autoreferenziale i processi operativi e i sistemi telematici.