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flightIl Boeing 737 Max torna a volare. Ma anche no

La casa di Chicago, dopo venti mesi di stop, ottiene il via libera dall’Autorità federale Usa mentre la Cina è ancora off limits

Urbeaero

Dopo quasi due anni di stop torna a volare il Boeing 737 Max. O quasi. Più precisamente, mentre la Federal aviation administration, l’ente federale statunitense di controllo dei voli decideva per il sì, nelle stesse ore la Cina decretava il no. Andiamo con ordine. L’aereo era stato coinvolto in due incidenti mortali, uno con la compagnia indonesiana Lion Air nell’ottobre 2018 (costato la vita a 189 persone) e uno con Ethiopian AIrlines nel marzo 2019 (157 vittime). I voli erano stati sospesi, e i velivoli della casa di Chicago sono stati fermi per 20 mesi. Adesso gli Stati Uniti hanno deciso di fornire un nuovo ok ai voli, dopo che Boeing ha introdotto i cambiamenti richiesti nel software del velivolo, compreso il sistema automatico di controllo al volo, i cui malfunzionamenti sarebbero stati alla base dei due incidenti in Indonesia e in Etiopia.

United Airlines ha annunciato che riprenderà a far volare i Boeing 737 Max nel primo trimestre del 2021, anche se pare ci sia un volo programmato già per il 29 dicembre 2020. Una buona notizia per Boeing che potrà iniziare a consegnare i circa 450 Max prodotti, ma non ancora consegnati ai clienti. American Airlines dovrebbe essere la prima a utilizzare nuovamente l'aereo: Southwest Airlines, la compagnia aerea che usa di più i Max in giro per il mondo, non ha in programma di utilizzarlo prima del secondo trimestre del prossimo anno.

“Non dimenticheremo mai le vite perse nei due tragici incidenti che hanno portato alla decisione di sospendere le operazioni del 737 Max. Questi eventi e le lezioni che abbiamo imparato hanno ridisegnato la nostra azienda e concentrato ancora di più l'attenzione sui nostri valori di sicurezza, qualità e integrità”, spiega David Calhoun, amministratore delegato di Boeing. Gli fa eco Stephen Dickson, numero uno della Federal Aviation Administration, che si dichiara "fiducioso al 100%" sulla sicurezza del Boeing 737 Max.

Mentre il titolo Boeing volava a Wall Street sulla scia dell'entusiasmo, due giorni dopo, cioè venerdì 20 novembre 2020, la Cina, il primo paese ad avere il Boeing 737 Max a terra, ha dichiarato di non avere ancora stabilità un programma di orari per questi aerei. Il Boeing 737 Max potrà tornare in Cina solo una volta che “le conclusioni delle indagini sui due incidenti che hanno coinvolto Boeing 737 Max saranno stabilite”, ha deciso il regolatore cinese (CAAC), citato dalla televisione pubblica CCTV.

La Cina ha inoltre posto come precondizioni una formazione “completa ed efficace” dei piloti e alcune modifiche tecniche sugli apparati per garantire la sicurezza dei voli. Allo stato attuale delle cose, fanno sapere da Pechino, “non esiste un calendario fisso” per il ritorno del Boeing 737 Max nel cielo cinese. Non sono belle notizie per la casa statunitense, che vedrebbe così sfumare l'intensificarsi del business in una zona come quella cinese molto in fermento. A dirlo è l'Iata, l'International air transport association, secondo cui il traffico aereo globale non tornerà al livello del 2019 prima del 2024: unica eccezione proprio la Cina dove, già nel terzo trimestre 2020, il traffico interno “è tornato al 98%” del livello pre crisi sanitaria, almeno stando a quanto ha dichiarato, a fine ottobre, un portavoce del ministero dei Trasporti.

Boeing, giusto di recente, ha aumentato le sue prospettive per il mercato cinese. "I fattori di crescita fondamentali della Cina rimangono robusti", afferma il produttore di aerei americano, che ora prevede la consegna di 8.600 aerei nei prossimi 30 anni: le compagnie aeree cinesi, da sole, avrebbero acquistato 1.400 miliardi di dollari (1.178 miliardi di euro) di nuovi aerei entro il 2039.