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trainTorna a vivere la ferrovia Genova-Casella

La Regione approva investimenti fino al 2025 da 9,6 milioni di euro

Ferrovie dello Stato Italiane

Ogni tanto se ne parla e ogni volta i genovesi pensano: questa è la volta buona. E invece no. In genere, le sorti del cosiddetto trenino di Casella, si arenano in un mare di burocrazia e mancanza di fondi. Adesso è la Regione a dare un'altra speranza ai genovesi (e ai turisti). La giunta regionale, infatti, ha approvato il piano investimenti sulla Ferrovia Genova-Casella per gli anni 2020-2025. Lo stanziamento previsto ammonta a 9,6 milioni di euro che saranno erogati ad Amt, l'Azienda mobilità e trasporti genovese, per l'acquisto di nuovi motori e carrelli, per il revamping di elettromotrici e per l'acquisto di un nuovo treno.

"Sbloccare i lavori per rimettere in servizio la ferrovia Genova-Casella è stato uno dei primi atti che ho fatto in Regione - afferma l'assessore regionale ai trasporti Gianni Berrino - in quanto questa linea mi sta molto a cuore non solo perché è un mezzo di trasporto utile per gli abitanti della vallata, ma anche perché è una grande attrattiva turistica per tutti coloro che vogliono scoprire le bellezze dell'entroterra genovese. È necessario quindi che essa sia ancora più efficiente e sicura: il piano appena approvato ha questa valenza".

La ferrovia Genova-Casella, per chi non è mai stato a Genova, è una linea ferroviaria a scartamento metrico che collega il centro della città di Genova con il suo entroterra. Arriva al paese di Casella, in alta valle Scrivia, percorrendo un tracciato lungo poco più di 24 chilometri ed effettuando un percorso montano attraverso le valli Bisagno, Polcevera e Scrivia. Proprio per questo, cara ai residenti e ai turisti, che si godono nell'oretta di tragitto, un panorama inaspettato, fatto di piccoli paesi e scorci valligiani. Aperta nel 1929, dal 2010 è gestita dall'Amt, l'Azienda mobilità e trasporti genovese, che opera sia come impresa ferroviaria che come gestore dell'infrastruttura. Chiusa nel novembre 2013 a causa di cedimenti e frane lungo il percorso, è stata riaperta il 21 maggio 2016 con venti corse al giorno. E poi nuovamente chiusa.

Adesso arriva il nuovo pianto della Regione che, dicono da piazza De Ferrari, assicura un notevole miglioramento della qualità del servizio ferroviario e contestualmente stabilisce nuove modalità di erogazione dei fondi per assicurare il progressivo monitoraggio del corretto utilizzo delle risorse. Il 10% del finanziamento, infatti, verrà erogato subito a titolo di anticipazione delle spese tecniche; un 20% alla trasmissione del verbale di consegna dei lavori, con la dichiarazione del responsabile unico del procedimento di avvenuto conseguimento di tutte le autorizzazioni e/o i nulla osta necessari per l’avvio dei lavori; un altro 50% alla trasmissione della documentazione di stati di avanzamento che attestino l’avvenuta attuazione dei lavori per almeno il 50% dell’importo a base d’appalto e, infine, il restante 20% sarà erogato alla trasmissione degli atti di collaudo o di regolare esecuzione dei lavori, comprensivi del rendiconto finale delle spese sostenute, approvati da Amt.