info

cancel

directions_boatattach_fileApproda in consiglio dei ministri l'ultima versione del Pnrr

3,68 miliardi per intermodalità e logistica integrata, Genova e Trieste confermati nodi strategici

Fincantieri

Approda in consiglio dei ministri l’ultima versione del Pnrr, il Piano nazionale di ripresa e resilienza, atteso all’esame e alla discussione finale che dovranno dare attuazione, a livello nazionale, al programma Next generation EU varato dall’Unione Europea. Il documento di 172 pagine indica il programma di investimenti e di interventi che l’Italia deve presentare alla Commissione Europea per rispondere alla crisi economica e sociale determinata dalla pandemia da covid-19. Il terzo capitolo, da pagina 95 a 110, è quello dedicato alla mobilità e ai trasporti.

La missione del Pnrr è di realizzare un sistema infrastrutturale di mobilità moderno, digitalizzato e sostenibile dal punto di vista ambientale: le due coordinate attraverso cui lavora il piano sono introdurre sistemi digitali di monitoraggio da remoto per la sicurezza delle arterie stradali e conseguenti urgenti opere per la messa in sicurezza arterie stradali, ponti e viadotti ammalorati e, seconda, investire per un sistema portuale competitivo e sostenibile dal punto di vista ambientale per sviluppare i traffici collegati alle grandi linee di comunicazione europee e valorizzare il ruolo dei Porti del Sud Italia nei trasporti inframediterranei e per il turismo. Le risorse impiegate per realizzare la missione sono complessivamente 38,9 miliardi di euro, di cui 28,3 destinati all’Alta velocità ferroviaria e manutenzione stradale 4.0 e 3,68 miliardi a intermodalità e logistica integrata.

Per quanto riguarda, la seconda gamba del Pnrr, quella relativa a intermodalità e logistica integrata, sono previsti una serie di interventi per incentivare il traffico merci in Italia, oggi troppo appiattito sulla strada, oppure gomma-ferro ma poco interconnesso con il traffico marittimo. Considerando che i terminali dei corridoi ferroviari merci (istituiti con il Reg. 913/2010) sono spesso dei porti - rileva il Pnrr - risulta dirimente, ai fini di un rapido collegamento fra la linea ferroviaria e l’infrastruttura portuale, per migliorare la competitività dei porti italiani, la realizzazione del cosiddetto ultimo miglio. A causa delle inefficienze del settore, le nostre imprese pagano, infatti, un extra costo della logistica superiore dell’11% rispetto alla media europea.

Sui porti, il Pnrr segnala che, alla luce del fenomeno del gigantismo navale, i nostri scali devono essere giocoforza adeguati. Il documento conferma che i porti maggiori interessati dall’intervento (Genova e Trieste) rappresentano snodi strategici per l’Italia e per l’Europa nei traffici da e per vicino-medio-estremo Oriente. Tra i principali investimenti necessari, la realizzazione della nuova diga foranea di Genova, opera necessaria per consentire la navigazione a doppio senso e un bacino di evoluzione adeguato per le grandi navi operanti oggi nel porto ligure, e il progetto Adrigateway per lo sviluppo della parte terminalistica e dei collegamenti retroportuali per un efficace instradamento delle merci verso i mercati del Nord.

Quanto agli interventi green ports sono integrati con i progetti di elettrificazione delle banchine cold ironing, essendo tutti volti alla sostenibilità ambientale. L’elettrificazione delle banchine portuali si configura come un intervento strategico al fine ridurre l’impatto inquinanti dei generatori delle navi ormeggiate in porto, attualmente tenuti accessi durante le operazioni di carico e sbarco in banchina, riducendo significativamente l’impatto dei navigli sul ecosistema marittimo e ambientale.

attach_fileDocumenti