info

Transport press agency

directions_carRoma non è elettrica. Tante auto green, poche colonnine per ricaricarle

I ritardi del Comune e i vincoli delle Sopraintendenza

Tante parole. Pochi fatti e pochissimi investimenti. La mobilità verde, green, ecosostenibile e quant'altro resta un grande disegno ideale al quale non corrisponde però una piena realizzazione. Come accade a Roma dove i numeri sono impietosi e condannano senza appello la giunta Raggi. Ogni giorno nella Capitale circolano circa 6.000 auto elettriche. Ma le colonnine di ricarica installate sono solo 339. Una sproporzione che, a dispetto degli annunci e degli appelli, fa della Città eterna un fanalino di coda tra le grandi capitali europee. Un fallimento certificato dallo stesso Campidoglio. Da numeri così bassi è partita la commissione Mobilità del Comune di Roma convocata questa mattina per fare il punto della situazione sul piano "Ricariche per i veicoli elettrici", già approvato dal Campidoglio e in corso di verifica. 

I dati

Secondo il monitoraggio a Roma il 15% di coloro che hanno un'auto elettrica non hanno un proprio punto di ricarica, e circa 300 auto ogni giorno ne cercano uno. Le colonnine in servizio prima del piano comunale erano circa 140. A queste vanno aggiunte le 209 installate, alcune ancora senza energia, con le quali si arriva alle attuali 339 colonnine presenti. Un po' poco. Anche se si potrà arrivare in tempi brevi a 622 grazie alle 479 autorizzate (tra queste anche le 209 già installate) che sono sempre meno rispetto alle 950 richieste. Alle quasi 340 operative però si potrebbero aggiungere altri 200 punti grazie alla conferenza dei servizi convocata per esaminare le nuove colonnine chieste da Acea Innovation. Insomma a regime e se l'iter autorizzativo non subisse intoppi Roma potrebbe arrivare a circa 820 colonnine. Ancora troppo pochi per una città così estesa. 

Le colpe e i ritardi

Difficile individuare i colpevoli dell'inerzia. Le difficoltà a raggiungere il target delle prime mille colonnine di ricarica sarebbero da rinvenire nella delicatezza del tessuto del centro storico della città. Molte infrastrutture sarebbero state installate in aree sensibili per il contesto storico. E le Soprintendenze ne hanno bloccato una gran parte. Anche per questo il Comune pensa a un progetto di revisione del regolamento per le richieste di installazione da parte degli operatori. Nella bozza in lavorazione ci saranno una serie di requisiti concordati con le Soprintendenze in modo che le società sappiano con maggiore certezza come e dove installare gli impianti.