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directions_carFerrari premia i dipendenti con 7500 Euro in più in busta paga

La decisione è stata ufficializzata dal Gruppo

Anas Anas

Il Gruppo automobilistico Ferrari è abituato a ricevere premi di ogni tipo e stavolta sta facendo parlare di sé per uno che verrà dato ai dipendenti, un bonus riservato ai lavoratori in un periodo economico e sanitario difficile come quello che stiamo vivendo. Le perdite sono state un dato di fatto per la casa del cavallino rampante, però si è scelto di mettere a disposizione 7500 Euro in più nello stipendio del personale. Di cosa si sta parlando nello specifico? L’utile è stato pari a 609 milioni di Euro, più basso rispetto ad un anno prima (-13%), però il premio complessivo per ogni dipendente sarà pari a 7526,14 Euro. Tutto è stato sottoscritto con un accordo ben preciso ed ufficiale, la cifra massima che si può corrispondere e da legare comunque alle assenze che i lavoratori hanno totalizzato nel corso del 2020. Tra queste assenze, comunque, non si andranno a computare quelle che hanno a che fare con la pandemia da coronavirus e con il lockdown di un anno fa.

Nei dodici mesi di cui si sta parlando, i lavoratori che sono attivi a Maranello hanno fatto registrare un aumento pari a 6,3 punti percentuali, gran parte dei quali si riferiscono all’Italia. La crisi occupazionale non sembra dunque aver riguardato l’azienda emiliana. Proprio a Maranello sono stati inseriti 50 nuovi addetti, un aumento di organico che si spiega con la produzione su due turni che riguarda il reparto della carrozzeria 8 cilindri. Tornando al premio che la Ferrari darà ai suoi dipendenti nel mese di aprile 2021, è proprio una nota ufficiale della casa a confermarlo, insieme ad altre iniziative a vantaggio dei dipendenti: “Il riconoscimento del premio si aggiunge alle importanti misure già condivise che consentono di considerare come giorni lavorativi anche quelli del periodo di sospensione dell’attività produttiva, dal 16 marzo al 4 maggio 2020. Durante queste sette settimane i dipendenti, la cui mansione era incompatibile con il lavoro a distanza, hanno ricevuto regolare stipendio, senza ricorso agli ammortizzatori sociali ma con permessi retribuiti a carico dell’azienda”.