Il Marocco sta facendo passi avanti nello sviluppo dell'idrogeno verde sotto la guida di Aziz Akhannouch, il capo del governo. In un recente processo di selezione per identificare i partner strategici in questo settore emergente, è stato notato che Akwa Group, nonostante la sua recente istituzione di un polo dedicato alla transizione energetica, non è tra i nomi scelti. Questo ha generato diverse speculazioni sul perché la holding collegata ad Akhannouch non sia presente tra i cinque selezionati, a fronte delle 40 proposte iniziali. Secondo il quotidiano "Le 360", i ritardi procedurali e la complessità burocratica hanno sollevato critiche sul contesto operativo in Marocco e sulla sua capacità attrattiva nel settore delle energie rinnovabili. Nareva emerge come l'unico attore marocchino di rilievo nel gruppo selezionato.
La mancata inclusione di Akwa ha suscitato interrogativi. Alcuni analisti ipotizzano che ciò possa derivare da un approccio più prudente del gruppo, considerando l'idrogeno un investimento di alto rischio. Altri suggeriscono che la strategia potrebbe includere un ingresso successivo nel settore, dato che il processo di selezione non è stato completamente chiuso e potrebbero presentarsi ulteriori opportunità. La situazione è seguita con interesse, poiché il Paese intende affermarsi come un hub per l'energia verde in Africa. Questa vicenda sottolinea le sfide e le opportunità dello Stato nord-africano nel bilanciare le dinamiche interne ed esterne per sfruttare le potenzialità del mercato dell’energia pulita.
Progresso del Marocco nell'idrogeno verde e dinamiche di settore
Sfide e strategie nel posizionamento del Paese nell'industria dell'energia rinnovabile
Rabat, Marocco
Mobilita.news
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